Dal nostro inviato
Augusto Ditel
PORTO ROTONDO «Dai, vediamoci da me, a villa Certosa, stiamo tutto il giorno insieme e parliamo di tutto un po'».
Detto fatto. Ugo Cappellacci si è svegliato all'alba e attorno alle dieci di ieri mattina era già a Punta Lada, pronto a vedere il Cav, il Capo insomma. Tre ore di faccia a faccia sui drammi della Sardegna. Vertenza entrate, insularità , il lavoro che non c'è, lo sviluppo che manca. Poi, un tema su tutti ha impegnato il governatore e Silvio Berlusconi: la zona franca, intesa come sbocco concreto ancorché sia legato a un processo lungo e complicato per far risorgere l'isola. Consapevole che molti sardi confidano molto sul decollo della zona franca, l'ex premier avrebbe sottolineato che lui, fin dal 1994, anno in cui è sceso in campo, l'ha condivisa e sostenuta. E, sulla spinta della Regione, ha tutta l'intenzione di confermare il suo sostegno a una battaglia sacrosanta.
IL PDL Poco prima di pranzo, non sarebbe mancato un breve excursus sulla propaggine sarda di un Pdl dilaniato, che rischia di perdere il controllo della Regione e una buona fetta di potere. Un caffè prima del commiato nell'eremo dorato, dove fino all'altro ieri hanno stazionato Denis Verdini, Daniela Santanché e Flavio Briatore, l'amico Flavio, quello che vuole convincere Berlusconi a traslocare in Kenya.
MISTERO Sperare in note ufficiali post vertice o in virgolettati chiarificatori, in questi casi, è un'idea folle. Tant'è che nessuno parla. Durante il summit portorotondino, si sarebbe parlato anche della nomination alla presidenza della Regione prossima ventura. Da mesi, Cappellacci è in campagna elettorale dopo aver più volte ribadito l'intenzione di ripresentarsi all'elettorato per guidare la Sardegna per un'altra legislatura, come è quasi scontato che accada dopo una prima legislatura.
È ovvio però che l'investitura del Cav, in questa fase - con una Sardegna in ginocchio, che paga più di altre realtà un salatissimo conto alla crisi, con i devastanti livelli occupativi (specie quelli giovanili), con gli indicatori economici che la collocano agli ultimi posti nel Belpaese - equivarrebbe a un volano decisivo, e servirebbe anche da deterrente per vanificare altre ambizioni.
ECUMENISMO Alla fine, dopo aver valutato in tutte le sue sfaccettature la situazione della Sardegna, Silvio Berlusconi non si sarebbe neanche posto il problema di non ridare a Cappellacci il suo sostegno per una mission , quella di battere il centrosinistra, comunque non semplice. A favore del governatore in carica che a suo tempo litigò di brutto con Giulio Tremonti prima che lo facesse lo stesso Cav, c'è il forte sostegno di Angelino Alfano, come si era capito fin dalla convention alla Fiera di Cagliari, quando sembrava che l'ex premier si fosse ritirato e che l'attuale vicepresidente del Consiglio fosse il candidato del Pdl per Palazzo Chigi. Lo stesso atteggiamento, molto più ecumenico, tenuto di recente in Sardegna dal Presidente della Regione la dice lunga sui consigli che gli sono arrivati da Roma sulla stessa gestione dei rapporti all'interno del partito.
LA GALLURA Il fatto poi che Cappellacci, dopo il confronto ravvicinato con Berlusconi, si sia trattenuto in Gallura (dove ormai è di casa, con puntate frequentissime ad Arzachena, Olbia, Golfo Aranci) e ci rimanga per buona parte della giornata di oggi, ha un significato preciso.
Da queste parti, ma il discorso vale anche per il Sassarese, c'è una forte fibrillazione per la presidenza dell'Autorità Portuale del Nord Sardegna (Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres). Nella nomina finale, che spetta al ministro Maurizio Lupi, il ruolo di presidente della Regione non è esattamente marginale. In proposito, il coordinatore regionale del Pdl Settimo Nizzi, che sostiene la candidatura dell'ex senatore Fedele Sanciu, non sarebbe riuscito a farsi ricevere dal Cav. Eh sì, perché ieri pomeriggio Berlusconi era già ad Arcore per una cena con il tecnico del Milan Massimiliano Allegri.
