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L'unione sarda. Taglio Irap, no dagli enti locali

Ganau (Consiglio delle autonomie): «Si perdono fondi contro la povertà»

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L'avevano annunciata come una grande innovazione, capace di ridurre il costo del lavoro per le imprese sarde. Ma il taglio dell'Irap non riscuote tutto questo favore presso gli enti locali, che in seguito a quel provvedimento rischierebbero di perdere consistenti risorse destinate alla lotta contro le povertà estreme. Finanziate, appunto, dall'Imposta regionale sulle attività produttive.
Questo almeno è quello che afferma il Consiglio delle autonomie locali (Cal), che ieri ha riunito la propria assemblea per discutere degli effetti della Finanziaria regionale 2013, approvata nelle scorse settimane: «Il taglio del 70% dell'Irap - si legge in un comunicato - risulta fortemente penalizzante per i Comuni, perché legato all'incomprensibile taglio dei fondi per le povertà estreme».
L'ACCUSA «Una decisione che arriva in un momento di gravissima crisi e con un'emergenza sociale che colpisce la gran parte dei territori della Sardegna», afferma Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari e presidente del Consiglio delle autonomie locali, organismo che riunisce i rappresentanti dei Comuni e delle Province: «Invece di aumentare le risorse e far fronte alle continue richieste di aiuto da parte dei cittadini, la Regione ha scelto un'inaccettabile taglio drastico delle disponibilità». Le amministrazioni locali «non solo dovranno far fronte alle minori entrate che arrivano dallo Stato e ai limiti e vincoli del patto di stabilità, ma «si vedranno costrette a fare i salti mortali per cercare di supplire all'assenza del fondo per le povertà estreme e per dare risposte alle fasce della popolazione che si trovano in difficoltà».
Secondo il presidente del Cal, dal taglio dell'Irap i Comuni sardi «subiranno una perdita considerevole di risorse economiche e senza alcuna forma di riequilibrio». Una situazione che «rischia di diventare impossibile da gestire e conferma, ci duole ancora una volta constatarlo, il profondissimo distacco tra Regione e amministrazioni locali».
FONDI PER IL LAVORO Non solo: «In questo contesto - aggiunge Ganau - appare totalmente priva di motivazioni la decisione della Regione di ridurre a soli 5 milioni di euro la quota per i cantieri occupazionali. Un'altra boccata d'ossigeno che verrebbe a mancare e che acuirebbe l'emergenza sociale nella nostra Isola».
L'auspicio finale del presidente è che «nei collegati alla Finanziaria si trovino le risorse per ripristinare il fondo per le povertà estreme e ristabilire le quote dei cantieri occupazionali».

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