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L'unione sarda. Cappellacci-bis? Pdl alla conta I Riformatori vogliono le primarie

No comment di Nizzi. La riconferma tra mal di pancia e consensi

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Sussurri e (da qualche parte) grida dopo il vertice di Villa Certosa tra Silvio Berlusconi e Ugo Cappellacci. Il leader del Pdl e il governatore si sono incontrati per un'intera mattinata sotto il sole della Costa Smeralda e, in linea generale, Berlusconi non avrebbe posto veti su un eventuale Cappellacci-bis nel 2014.
IL QUADRO Ma non tutti, nel partito in Sardegna, danno credito alla decisione: c'è chi chiede (assieme ad altri alleati come i Riformatori) le primarie e chi - per ora senza esporsi - non nasconde i mugugni. Il governatore, al contrario, definisce la possibile riconferma una soluzione ovvia. Del resto - sono le parole di Cappellacci - «la candidatura del presidente uscente è naturale, il rapporto con Berlusconi è ben saldo e io sono comunque impegnato perché tutto il partito possa condividere lo stesso progetto».
IL GOVERNATORE Cappellacci non entra nel dettaglio degli argomenti trattati con l'ex premier («che ha sempre a cuore le sorti della Sardegna»), ma sottolinea «il legame che ci unisce dal lontano 1980 e che non si è mai interrotto», ricorda. «Neppure quando mi sono autosospeso dal Pdl: lamentai il trattamento che Tremonti riservava all'Isola, e anche Berlusconi ebbe poi da ridire sulle strategie che l'allora responsabile del Bilancio attuava nel Paese. Quindi, anche allora, eravamo d'accordo». In ogni caso, Cappellacci avverte: «È mia intenzione ricandidarmi, sto lavorando per cercare il bene della nostra terra in un periodo nefasto».
LA FRONDA Ma nel Pdl sardo c'è più di una corrente che non è d'accordo. Non è mistero che sia contro un Cappellacci-bis il deputato Mauro Pili. E che anche i rapporti con la presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo siano freddi. Mario Diana, esponente del Pdl oristanese che nell'assemblea di via Roma è però capogruppo di Sardegna è già Domani, di cui fa parte pure la Lombardo, rivela: «Fermo restando che l'indicazione del candidato del Pdl arriverà da Berlusconi», dice, «domenica Cappellacci è andato a chiedere a Berlusconi di essere confermato e il presidente non gli ha dato risposta. Anzi: non ci risulta che sia disposto a confermarlo». Diana è «per un'investitura popolare attraverso primarie». E aggiunge: «L'investitura di Cappellacci senza la presenza del coordinatore regionale parrebbe uno sgarbo», conclude: «Ammesso che sia vero, Nizzi dovrebbe dimettersi domani stesso».
IL PDL Il coordinatore regionale Settimo Nizzi, invece, non si pronuncia. Preferisce mantenere il più stretto riserbo sulle scelte, forse proprio per non alimentare ulteriori divisioni e lavorare per compattare il Pdl verso le Regionali. Dalla parte del governatore c'è il deputato Salvatore Cicu e, con lui, il presidente del gruppo in Consiglio regionale Pietro Pittalis: «Un amico della Sardegna come Silvio Berlusconi non poteva non valutare positivamente il lavoro e le battaglie del presidente Cappellacci sulla vertenza entrate, sulla flotta sarda e, più in generale, sulla difesa dell'autonomia».
GLI ALTRI PARTITI Sul versante degli alleati si registra la contrarietà dei Riformatori. Pur non entrando nel merito delle decisioni del Pdl, Michele Cossa ribadisce la linea delle primarie facendo intendere che ogni decisione calata dall'alto sarebbe poco gradita. Alla finestra sta l'Udc: tra il leader dello Scudo crociato Giorgio Oppi e Cappellacci c'è un'amicizia personale. E il partito di Casini vede da sempre il confronto alla base di scelte così delicate. Il «si vedrà» di Oppi è da leggersi proprio in questa chiave.
Lorenzo Piras

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