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L'unione sarda. Legge elettorale, slitta il dibattito Lombardo: serve un'intesa unitaria

Appello della presidente dell'assemblea contro il rischio-ingovernabilità

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Il Consiglio regionale scalda i motori in vista della ripresa della discussione sulla nuova legge elettorale sarda. Il dibattito è previsto per domani ma non è escluso che ci sia un rinvio. Anzi, è più che probabile: la maggioranza sarebbe intenzionata a chiedere un break fino alla settimana prossima, dopo i ballottaggi di Iglesias e Assemini. E il centrosinistra non sembra disposto a fare le barricate.
LE INTENZIONI Da più parti si sollecita una soluzione condivisa, che si chiuda con un accordo bipartisan per evitare quello che già in molti chiamano “porceddum”. La prima a chiedere di scongiurare il rischio-ingovernabilità («con questa legge certo») è la presidente del Consiglio regionale Claudia Lombardo: «Occorre fare in modo che non succeda in Sardegna quel che è accaduto a livello nazionale, cioè che chi ha vinto le elezioni non abbia i numeri per governare», ha detto. «Spero che le forze politiche raggiungano un'intesa unitaria quanto prima». La legge elettorale dovrà essere adeguata all'articolo 16 dello Statuto, che prevede il taglio da 80 a 60 dei consiglieri, e privata del listino. Gli 8 collegi dovrebbero essere “salvati” ma - tema su cui si discute in queste ore - occorre individuare uno sbarramento che garantisca rappresentatività a tutte le forze politiche.
LE POSIZIONI Per evitare il “porceddum”, secondo il capogruppo Pd Giampaolo Diana, deve essere concordato un «premio di maggioranza garantito, con una soglia intorno al 35 per cento a chi vince». Per Diana, «è tempo di dare maggiore rappresentatività alle donne, con il via libera alla doppia preferenza di genere. E di annullare la vergogna del listino, che porterebbe in Consiglio il 20% degli “onorevoli” per nomina». Il leader dei Riformatori Michele Cossa aggiunge: «La legge elettorale è un provvedimento complesso che necessita di grande convergenza. In ogni caso, vogliamo l'inserimento delle primarie per legge a chi si candida per la presidenza della Regione».
EMENDAMENTI Sono 50 gli emendamenti presentati dalle forze politiche. Ieri la commissione Autonomia (a proposito, è slittata ancora la nomina del presidente) si è concentrata sul loro esame. Non è da escludere la convocazione del parlamentino allargata ai capigruppo per scremare i contenuti della legge.
LE NOMINE Intanto, in serata, l'Aula ha eletto Carlo Sechi (Sel Sardigna Libera) e Ben Amara (Misto) segretari. Il primo ha ottenuto 26 voti, il secondo 36. L'Aula ha poi proceduto alla nomina di due componenti del comitato di indirizzo dell'organizzazione del Servizio idrico integrato. Sono risultati eletti: Angelo Nocco, sindaco di Meana Sardo, in quota all'Udc (27 voti) ed Eugenio Lai (18), sindaco di Escolca, area Sel. L'assemblea è stata riconvocata per oggi alle 10,30 per l'esame di mozioni e interpellanze.
LE COMMISSIONI Sempre ieri si sono riunite la commissione Cultura, che ha sentito in audizione gli assessori al Personale e al Lavoro, Mario Floris e Mariano Contu. Si è discusso dei lavoratori della formazione professionale, ex legge 42, che fanno parte della lista speciale, e dei colleghi della 47 che non sono inseriti nella lista speciale. «Sono due categorie differenti all'interno di uno stesso ambito. Evitiamo di generare una guerra tra poveri», ha spiegato il presidente Carlo Sanjust: «Troviamo una formula per permettere ai lavoratori di sopravvivere». In commissione Agricoltura si è parlato del progetto della Chimica verde.
Lorenzo Piras
Matteo Sau

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