Avere in cassa oltre un milione di euro e non poterli spendere per non sforare il patto di stabilità . Ha risparmiato, l'amministrazione comunale di Mamoiada, riuscendo a mettere su un tesoretto che potrebbe dare ossigeno alla comunità . Ma come altri paesi rischia di rimanere imprigionata nella morsa di una norma capestro.
NORMA CAPESTRO A lanciare l'allarme è il sindaco Graziano Deiana che denuncia l'impossibilità di liberare risorse che aiutino le imprese locali e diano nuovo impulso all'economia del territorio. Costituito da piccole realtà che almeno ci stanno provando. Dimensioni virtuose che potrebbero agire da camera di compensazione rispetto a una pesantissima crisi che, travolgendo l'edilizia, ha messo in ginocchio tante famiglie mamoiadine. Noccioli di speranza, che il Comune ora non è in grado di sostenere pur avendo la volontà di farlo.
LA PROTESTA «Ancora non è chiaro che ne sarà del patto di stabilità », tuona Deiana, «che strangola con la stessa violenza comuni e cittadini. Chi ha i soldi non può spenderli; questo significa che lo sviluppo e la crescita dell'occupazione di cui si riempiono la bocca i parlamentari attuali non meno dei precedenti, sono solo una presa in giro. Qualcuno dovrà spiegarci come si crea lavoro se si bloccano gli investimenti degli enti locali. Ci dicano come devono sopravvivere imprese e artigiani che hanno già svolto lavori che non possono essere pagati. Ci opporremo in tutte le sedi istituzionali a questa politica di rigore cieco che non tiene conto della dignità e della vita delle persone».
Fr. Gu.
