Ieri a Orgosolo decine e decine di computer erano collegati in diretta streaming con lo stadio della Farnesina di Roma per la prima finale dei Giochi sportivi studenteschi di atletica. Ai blocchi di partenza della finalissima degli ottanta metri piani, un compaesano, Gian Pietro Fronteddu, classe 1999, terza media. Mercoledì scorso, lo studente si era guadagnato la finalissima vincendo la sua batteria sotto gli occhi del pluriprimatista mondiale Usain Bolt. Arriva lo start, Gian Pietro corre veloce e taglia il traguardo in 9'' e 65. È primo e conquista il tricolore, probabilmente il primo titolo nazionale vinto a Orgosolo.
LA FELICITÀ In tribuna babbo Cirico e mamma Angela Corda, insieme al fratello e alla sorella di Gian Pietro, Graziano e Antonella. Non fanno nemmeno in tempo a schizzare in piedi con le mani in alto per la vittoria che il telefonino comincia a squillare: i parenti, gli amici di Orgosolo, i conoscenti che hanno seguito la gara vogliono fare i complimenti. La gioia in paese è collettiva. Gian Pietro dice semplicemente: «Bello, vincere qui è veramente bello, entrare nello stadio e vedere tanta gente fa venire la pelle d'oca». Emozioni forti, come quella di vedere da vicino Bolt. Gian Pietro sorride, prende i complimenti. Ci sta prendendo gusto a vincere. La settimana scorsa lo ha fatto al Terra Sarda di Cagliari. Da quando è stato scoperto da Massimo Marcias, della Delogu, in una gara studentesca (esordio grazie all'insegnante Antonietta Fele) ha sempre vinto. «Questo è un bellissimo sport, lo consiglio a tutti i miei amici, perché quando vinci non devi dividere il successo con nessuno».
Fabio Ledda
