Le tariffe sono invariate da anni e, in alcuni casi, per quest'estate sono state ritoccate al ribasso, almeno questo sostengono gli imprenditori. Il difficile momento economico e i costi per arrivare nell'Isola con i traghetti sarebbero però le principali cause che hanno fatto registrare negli agriturismo dell'Isola un calo fino al 30%, rispetto al 2012, delle prenotazioni per la stagione estiva. A sentire i rappresentanti delle associazioni Terranostra (Coldiretti), Agriturist (Confagricoltura) e Turismo Verde (Cia), per ora le previsioni non sono positive. L'inversione di rotta è affidata alla speranza di arrivi last minute.
GLI STRANIERI Le presenze dei turisti italiani, scoraggiati dal prezzo del viaggio in traghetto, sarebbero in forte diminuzione. Resistono gli stranieri, soprattutto tedeschi, svizzeri e francesi che arrivano in Sardegna con i voli aerei low cost. «Molti turisti sanno bene che con quello che spendono per venire da noi in traghetto», ammette Gina Ledda, segretaria regionale associazione Terranostra-Coldiretti, «possono fare una vacanza in altre località . Per cercare di agevolare le famiglie, nelle nostre aziende associate c'è stato un ribasso sulle tariffe fino al 5%. Nonostante questo, le prenotazioni degli italiani non sono aumentate. Gli stranieri scelgono, ad esempio, strutture dotate di angolo cottura. Un menu in agriturismo varia dai 25 ai 28 euro. Chi sceglie la soluzione di pernottamento in mezza pensione spende orientativamente tra i 40 e i 50 euro».
LE DIFFICOLTÀ Sulla stessa linea anche Daniela Cubadda, presidente regionale di Agriturist-Confagricoltura: «Stiamo riscontrando più o meno tutti le stesse difficoltà . I traghetti costano tanto e le richieste da parte degli italiani sono calate notevolmente. È variata anche la tipologia degli arrivi turistici. Il periodo per la vacanza si è ridotto e non è più di 15 giorni. Le nostre previsioni si attestano su un calo del 30%, rispetto all'anno scorso. Alcuni colleghi mi hanno detto che le prenotazioni sono a singhiozzo e che per agosto hanno ancora posti liberi. Per un pasto si spende dai 22 fino ai 40 euro, nei festivi e nei periodi come quello di Pasquetta. Per il pernottamento e la colazione si va dai 25 ai 35 euro, mentre per la mezza pensione dai 40 ai 70 euro».
Mammola Fanni, referente regionale di Turismo Verde-Cia, sottolinea che anche nei loro agriturismo, in base alle richieste pervenute fino ad ora, i titolari si attendono una diminuzione sulle presenze turistiche che oscilla «tra il 20 e il 30%, rispetto al 2012. Anche nelle nostre strutture le tariffe sono ferme da anni e non c'è stato alcun incremento. A influire negativamente è il caro-trasporti via mare ma anche la scarsa disponibilità delle famiglie dovuta al pesante periodo di crisi generale. Per un pernottamento in mezza pensione, a seconda delle zone e del periodo, si spende da un minimo di 40 a un massimo di 80 euro a persona. I menù, invece, vanno dai 16 ai 35 euro in media, esclusi i periodi di Pasqua e i festivi».
Eleonora Bullegas
