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L'unione sarda. Agguato in centro, si salva un allevatore

ORUNE. Il figlio è in carcere per duplice omicidio

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È scampato miracolosamente a un agguato nel centro di Orune. Antonio Francesco Sestu, allevatore di 50 anni, è stato salvato dall'auto che l'ha protetto dalla successione di colpi di pistola - circa una decina - esplosi ieri sera mentre era in transito nella strada principale del paese. Se l'è cavata con un enorme spavento, ma sono rimasti tanti inquietanti interrogativi sulla vicenda. Sestu è il padre di Alessandro, il giovane che sta scontando una condanna a vent'anni di carcere per il duplice omicidio dei compaesani Amerigo Zori e Pasquale Coccone, uccisi in un bar di Orune il 4 aprile 2004.
L'AGGUATO Ieri sera la trappola per Antonio Francesco Sestu è scattata presto in corso Vittorio Emanuele. Erano circa le 20.25 quando mani ignote hanno fatto partire una sequenza di colpi di pistola in direzione dell'auto dell'uomo. Una decina in tutto che ha crivellato la vettura, ma lui è rimasto illeso. A quel punto ha raggiunto la vicina caserma dei carabinieri per dare l'allarme. I militari dell'Arma hanno avviato subito le prime indagini, raccolto la testimonianza dell'uomo, eseguito un sopralluogo in corso Vittorio Emanuele. Del killer, nel frattempo, si erano già perse le tracce.
IL FIGLIO La vicenda ha fatto subito riemergere quella che ha coinvolto il figlio di Sestu, Alessandro, in carcere per il duplice omicidio di Coccone e Zori. Il giovane è reo confesso, condannato a vent'anni col rito abbreviato per quella serata di sangue e morte avvenuta quando lui aveva 19 anni. Per la stessa vicenda giudiziaria il compaesano Mario Pala, arrestato dopo cinque anni di latitanza, sta scontando l'ergastolo. Alessandro Sestu, invece, ha fatto un'altra scelta. Nelle ore successive al delitto si è dato alla macchia, ma ci ha ripensato subito. Ha ammesso le colpe e chiarito il suo ruolo in quella tragica sera della Domenica delle Palme del 2004 all'interno del “bar 2000”, nel centro del paese. Due killer a volto scoperto hanno fulminato Zori e Coccone davanti alla fidanzata di quest'ultimo, Pina Paola Monni, che ha avuto il coraggio di testimoniare al processo e di puntare l'indice contro gli assassini. Sestu è già reo confesso, deciso a pagare il conto con la giustizia. Ieri sera il fascicolo su quei fatti è stato riaperto dai carabinieri alla ricerca di un movente che possa spiegare l'agguato di corso Vittorio Emanuele.
Marilena Orunesu

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