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L'unione sarda. L'assessore alle Asl: bisogna risparmiare, alt alle assunzioni

SANITÀ. Lettera ai manager

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Razionalizzazione della spesa sanitaria e contenimento delle assunzioni di personale nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza. È quanto chiede l'assessore regionale della Sanità Simona De Francisci in una lettera rivolta ai direttori generali delle Aziende sanitarie della Sardegna. Una richiesta necessaria, sottolinea l'assessore, considerato quanto imposto dalla recente normativa nazionale sulla revisione della spesa (la spending review) e dalla legge regionale 21/2012. Senza contare che la legge finanziaria 2013 approvata dal Consiglio regionale ha imposto un ridimensionamento delle risorse destinate al fondo sanitario isolano.
Per il funzionamento del sistema della sanità sarda, la Regione ha in bilancio 3 miliardi e 135 milioni. A questa cifra vanno aggiunti 150 milioni di investimenti in infrastrutture per le Asl e 130 milioni per le infrastrutture delle aziende miste (ospedaliere-universitarie). In totale l'apparato della salute conta ventiduemila dipendenti, con un indotto che stacca quasi 50 mila buste paga al mese. Una realtà complessa che deve fare i conti con i limiti di cassa imposti dalla spending review.
Nella lettera l'assessore ringrazia i manager per l'abnegazione profusa e il lavoro fatto finora, nell'ottica di aver coniugato le esigenze di tutela della salute dei cittadini con i tagli di spesa nazionali e regionale. De Francisci si raccomanda dunque con i direttori delle Aziende sanitarie affinché si adoperino ancor di più nel massimo contenimento della spesa sanitaria, pur sempre nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, rivolgendo particolare attenzione «alle assunzioni di personale, a qualsiasi titolo, se non giustificate da inderogabili esigenze di tutela della salute dei pazienti, in ogni caso debitamente e formalmente motivate». Inoltre, dovrà essere privilegiata la mobilità di personale in ambito interaziendale. Infine, l'assessore De Francisci ricorda che il sistema delle gare in unione d'acquisto «è già a tutti gli effetti regola generale per l'acquisizione di beni in ambito sanitario e progressivamente sarà esteso a tutti i beni e servizi sanitari e no della pubblica amministrazione».

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