di Giovanni Melis
OVODDA Ungrones de Bidda si farà. Proprio per onorare la memoria di Tiziano Maccioni, l’assessore alle attività produttive prematuramente scomparso alcuni giorni fa. Questo perché Maccioni negli ultimi tre anni aveva dato un grandissimo contributo alla riuscita della manifestazione, svolgendo il delicato ruolo di mediatore tra le istanze degli espositori e le esigenze dell’amministrazione. Un lavoro paziente, sempre orientato al miglioramento che ha fatto della sagra ovoddese una delle più particolari e riuscite del circuito di Cortes apertas. «La decisione – dice il sindaco Cristina Sedda – è stata presa perché la macchina era già avviata. E per quanto possa pesare il dolore, Ungrones è una vetrina che fa parte di un circuito che deve rispettare modalità e tempi. Pur a malincuore quindi dobbiamo fare la sagra. Tiziano ha dato il suo contributo negli ultimi tre anni, a Ungrones de bidda, dandogli lustro e innovazione. Noi abbiamo lavorato sempre, ma lui ha profuso un impegno straordinario. Sono convinta che Tiziano vorrebbe così». Il calendario sarà confermato quasi in toto. Nelle casette saranno allestiti gli stand sui prodotti tipici locali. Dai dolci al pane vressa e ispolas, passando per le creazioni in cuoio, ferro, granito e sughero. Ovodda è un paese che produce ed è riuscito a creare una sorta di sistema economico che regge il tessuto sociale. «Questa manifestazione non è casuale – aggiunge il sindaco Sedda – perché mette in vetrina il lavoro fatto da un paese in un anno. Nonostante le difficoltà, le aziende cercano di continuare a reggere, puntando sempre sulla qualità e sulla caparbietà di coloro che non vogliono abbassare la testa nonostante la crisi. La comunità ha una carica positiva che vuole credere nel futuro». In programma diversi eventi. A partire da sabato prossimo, ove al centro di aggregazione sociale si terrà “Sa otta de su pane”, giornata di sensibilizzazione al consumo del pan’e fressa. L’evento è a cura dei panificatori di Ovodda e della Pro loco. La “mostra dei pani cerimoniali” si svolgerà in collaborazione col museo dei Pani di Borore. Sotto il profilo culturale, domenica si terranno anche la rappresentazione de su Ballu de sa Varza, inscenato dalla compagnia Barberi e “Sardegna il Suono di una Vita” a cura di Giuliano Marongiu e Roberto Tangianu. Per tutta la giornata balli e canti della tradizione, a cura dei gruppi folk Orohole, Oleri, coro Polifonico Zente Sarda, Tenores Jorghi Matteoli e Chimbe Quintales.
