L'Anci Sardegna batte cassa alla Regione e chiede lo stanziamento di 41 milioni di euro per i Comuni. Sebbene ci sia il parere positivo sul taglio del 70% delle aliquote Irap, contenuto nella Finanziaria 2013, a preoccupare l'associazione dei Comuni è l'eliminazione del Fondo per le povertà estreme e la decurtazione di quello per i cantieri comunali. Il gettito Irap, infatti, non riesce a compensare l'ammanco di 7 milioni per le povertà , al quale si aggiunge il taglio di 34 milioni sui cantieri comunali. Duro l'appello del presidente dell'Anci, Cristiano Erriu: «Senza risposte scenderemo di nuovo in piazza. Alla Giunta e ai consiglieri chiediamo che si mettano nei panni degli amministratori locali, sempre in trincea».
CONTI IN ROSSO Le casse dei Comuni sardi languono e i dati, presentati dall'Anci, fotografano una situazione nella quale «quasi tutte le amministrazioni hanno perso parecchie risorse», sottolinea Erriu. «Su 377 Comuni, sono soltanto 18, tra i quali Cagliari, ad aver guadagnato qualcosa rispetto al 2012». Il saldo positivo totale, derivante dal taglio dell'Irap, è di un milione di euro: cifra ottenuta sottraendo il gettito Irap dai fondi dell'anno scorso. «La decurtazione del fondo dei cantieri comunali, però, avrà comunque effetti negativi», afferma Erriu. Nella maggior parte dei casi, dunque, gli enti locali sono costretti a una stretta di cinghia in attesa che «la Regione trasferisca il 40% del Fondo unico agli enti locali», evidenzia il presidente. Il direttore dell'Anci, Umberto Oppus, si sofferma sulla sospensione dell'Imu per la prima casa e sottolinea che «il gettito che arriva dagli esercizi commerciali e grandi alberghi viene incassato totalmente dallo Stato».
L'ACCUSA Messi da parte i numeri, i rappresentanti dell'Anci parlano delle conseguenze causate dai tagli e non risparmiano le accuse nei confronti dell'amministrazione regionale. Così, nel mirino finiscono la zona franca e la fiscalità di vantaggio, definite da Erriu «temi importanti ma nell'ambito della filosofia politica». Poi, aggiunge: «Sono state fatte azioni senza considerare le conseguenze. È una contraddizione non mettere i Comuni in condizione di attuare politiche sociali assistendo i poveri». Infine, Cristiano Erriu frena sulle considerazioni fatte dal presidente Cappellacci, sulla certificazione dei debiti per le imprese, evidenziando che «i Comuni non sono stati in grado di effettuarla poiché le imprese non hanno potuto fatturare. Questo perché la Regione non ha trasferito i fondi agli Enti locali».
Matteo Sau
