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L'unione sarda. Il Pd: È solo propaganda

Ieri un'assemblea a Cagliari

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«Sfidiamo pubblicamente Cappellacci a un confronto sulla sua idea di zona franca, in Consiglio regionale e fuori»: parole del leader del Pd Silvio Lai a chiusura del convegno organizzato dal suo partito a Cagliari, sulla fiscalità di vantaggio. Una chiamata cui in serata risponde il governatore: «Io partecipo a tutti i dibattiti. A parte rare eccezioni, non risulta che altri siano venuti a misurarsi».
Tema spinoso, per i democratici, la zona franca: il partito ci crede poco, ma dirlo è impopolare. «Se Cappellacci alimenta speranze irrealizzabili - avverte il deputato Francesco Sanna - noi dobbiamo controproporre speranze realizzabili». «I fautori della zona franca trascinano le folle, noi facciamo assemblee ricche di contenuti», nota il presidente dell'Anci Cristiano Erriu: «Ma dobbiamo aprirci al confronto con i movimenti».
Renato Soru pensa semmai a «una zona franca per le tasse sul lavoro. Abbiamo già iniziato a farla proponendo il taglio dell'Irap, che penalizza le imprese che assumono». Al convegno cagliaritano intervengono giuristi come Pietro Ciarlo (uno dei 35 saggi per le riforme costituzionali) e Massimo Deiana, oltre a Filippo Spanu di Confartigianato e Francesco Porcu della Cna. E poi consiglieri regionali come Franco Sabatini, Gian Valerio Sanna e il capogruppo Giampaolo Diana, che già venerdì aveva chiesto a Cappellacci di riferire in aula: «E in quella occasione ci spieghi anche perché finora non ha messo in atto le misure che avrebbero permesso alle imprese di avvalersi della fiscalità di vantaggio».
Concetti ripresi da Lai nelle conclusioni: «La Giunta vende illusioni, ma noi non siamo contrari a utilizzare gli strumenti consentiti dalle norme per ottenere una vera fiscalità di vantaggio».

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