Un viaggio nel passato, attraverso ricordi e testimonianze. Anni di studi e ricerche alla riscoperta di Salvatore Cambosu. La Fondazione intitolata allo scrittore-giornalista di Orotelli, in collaborazione con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Nannino Marteddu presenta “Radici”, un affascinante viaggio culturale nel mondo di un artista nascosto, impreziosito dalle testimonianze degli autori e da immagini di una Sardegna antica. Raccontare come trascorreva le giornate tziu Boboriccu - così lo chiamavano gli amici - quali erano le altre sue passioni, il rapporto con i compaesani e tanti aneddoti.
Incontro oltre Tirreno, doppio appuntamento per raccontare la storia di un personaggio che ha contribuito a fare grande la letteratura italiana. Il primo si è svolto l'altro ieri sera (alle 18,30) nella sala Vallaperti-Gibelli del Palazzo Trivulzio di Melzo, in provincia di Milano. A rappresentare Cambosu e la comunità c'erano, oltre al primo cittadino, grande estimatore dello scrittore sardo, anche l'assessore ai Servizi sociali Anna Maria Pusceddu e Antonello Menne (curatore del progetto). L'incontro è stato un'occasione di dibattito e confronto con i componenti dei circoli sardi della Lombardia.
Si replicherà con un dibattito nel paese natale dello scrittore il 22 giugno (alle 18,30) nella sala del Centro polivalente Franco Pintus. Verrà presentato il volume “Cambosu - Le radici” e proiettato il film-documentario. Durante la rassegna, che verrà moderata da Simone Tatti, interverranno il primo cittadino e i redattori del progetto, il regista Francesco Casu, Cristina Lavinio (docente universitaria), Irene Bosu (Master Università Cattolica) e Eleonora Frongia (linguista). Sabina Corias e Roberta Morittu (ricercatrici). A Gavino Poddighe sono state affidate le letture di alcuni brevi tratti dalle principali opere di Cambosu.
Giovanna Falchetto
