Un blitz culturale in piazza Satta armati di pennelli e calce. Decine di persone ieri si sono date appuntamento nello spazio-monumento progettato nel 1966 dall'artista Costantino Nivola rimboccandosi le maniche e riportando a nuovo splendore uno degli spazi più importanti e culturalmente validi di tutta Nuoro. Artisti, studenti, abitanti del quartiere, imprenditori, cittadini, armati di pennelli e decine di barattoli di calce bianca, accompagnati da un'enorme volontà hanno ridipinto le facciate dei palazzi, coprendo i graffiti che sfregiavano i muri custodi di una piazza che è molto di più che una semplice area abbellita dalle piccole sculture bronzee. È uno dei simboli della città .
SOSTEGNO DEGLI IMPRENDITORI volontari hanno coperto intonaci saltati, ripulito le panchine di granito e lanciato proposte. Hanno (ri)dato vita a quel bianco, quella luce, che per Nivola rappresentava l'integrità morale del poeta Sebastiano Satta. Un progetto, finanziato dalla Fondazione Costantino Nivola di Orani con la complicità del Comune di Nuoro, la scuola Gallisai e i proprietari degli immobili, oltre che di tanti privati cittadini e che ha coinvolto tante realtà del territorio. Michele Fadda ha messo a disposizione la sua attrezzatura per strappare il sintetico delle bombolette spray ai piedistalli di granito su cui salire per poter ammirare meglio le otto statue che raccontano la vita del poeta nuorese, mentre la società di impianti elettrici Casula ha fornito i carrelli elevatori elettrici per raggiungere i punti più alti cui restituire decoro. E ancora, il ristorante Monti Blu, che affaccia proprio sulla piazza, ha dato supporto agli accaldati operai-artisti per rifocillare con un servizio di catering.
STUDENTI IN PRIMA FILA Alle 10 la piazza è un piccolo formicaio, Sara Manca, nuorese laureanda in Architettura, una che ha dato l'input all'idea. «La mia tesi di laurea- racconta - è su questa piazza, sul recupero urbano del centro storico della mia città , Nuoro. Come potevo mancare? Ci sono molte cose che Nuoro potrebbe fare per ridare a questa piazza il ruolo centrale che merita ad iniziare dall'installare dei pannelli informativi nei sette punti di accesso. Troppo spesso vedo i turisti che arrivano qui fotografano ma non hanno idea di quello che stanno fotografando. Vorrei che venisse ripristinata l'acqua che scorreva in uno dei graniti. Vede - dice indicando verso la parte bassa della piazza - quello là in basso al fianco della casa di Satta, c'è ancora il pozzetto». Al suo fianco Antonella Budroni e Donatella Marras, la prima arrivata da Burgos, la seconda da Olbia, anche loro studentesse universitarie, ascoltano e coprono con la calce un orrendo graffito. «Perché siamo qua e non al mare? Perché questi eventi sono importanti per la nostra cultura, le piccole iniziative vanno premiate». In piazza c'è anche chi non dipinge, come Carla Ticca, perché ha una certa età , ma dà il suo contributo portando tre crostate di frutta che in piazza aspettano i volontari.
Fabio Ledda
