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L'unione sarda. Mesina, caccia al “tesoro”

L'INCHIESTA. Vertice ieri a Cagliari: scende in campo la Guardia di Finanza

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Scende in campo anche il gruppo criminalità organizzata della Guardia di finanza: è caccia al tesoro di Graziano Mesina. I soldi provenienti dal traffico di droga e quelli che l'ex ergastolano orgolese incassava dalle mediazioni per la cessione di terreni contesi, inclusi i 500 ettari di capo Ceraso che il pastore Paolo Murgia ha ceduto nel 2010 alla Edilizia Alta Italia del gruppo Fininvest per 700.000 euro. In questo caso si vocifera che Mesina avrebbe ricevuto una provvigione di 200.000 euro: per quella cifra si sarebbe impegnato pure nella guardiania dell'area.
Ieri mattina il procuratore Mauro Mura e l'aggiunto Gilberto Ganassi hanno coordinato a Cagliari un vertice con i carabinieri e le Fiamme gialle. Il sospetto è che l'ex re del Supramonte negli ultimi cinque anni abbia maneggiato grosse cifre di denaro. È dunque probabile che, al netto dei ventimila euro che Mesina si vantava di spendere ogni mese, delle generose regalie ai suoi collabaratori e del reinvestimento nel traffico di stupefacenti, ci sia un tesoretto nascosto da qualche parte.
Dopo i 26 arresti di martedì scorso gli accertamenti continuano, dunque, senza sosta. Non senza sorprese: è il caso dell'audizione segretissima, sabato mattina a Cagliari, del difensore di Mesina: l'avvocato Giannino Guiso è stato convocato il giorno precedente dal pm Ganassi come persona informata sui fatti. Il botta e risposta, durato un'ora e mezza, non poteva certamente concentrarsi su quanto l'ex ergastolano possa aver confidato al penalista nuorese con studio a Milano. E allora, Guiso è stato sentito per i suoi rapporti col bandito orgolese al di là della sua professione. Il fatto che l'avvocato non abbia rinunciato alla difesa di Mesina significa che, per il momento, la sua veste di testimone non è incompatibile: lo diventerebbe se dovessero emergere circostanze in conflitto con la posizione processuale del suo cliente. Tutto dipenderà dagli sviluppi dell'indagine. Allo stato non si sa neppure su quale fronte sia stato sentito Guiso né il motivo di tanta fretta: Mesina è stato arrestato all'alba di martedì, il suo difensore è stato convocato in Procura quattro giorni dopo. Non si sa se le domande del pm Ganassi si siano concentrate sulla droga, sui progetti di sequestro di persona o sulle mediazioni offerte da Mesina in cambio di denaro.
L'inchiesta ha tra l'altro svelato che Mesina, a bordo del suo Porsche Cayenne guidato dai suoi più fidati complici, girava l'intera Sardegna: erano in tanti a cercare il contributo dell'orgolese per la soluzione di complicati affari. L'ipotesi degli inquirenti è che l'attività dell'ex latitante si traducesse in vere e proprie estorsioni.
Maria Francesca Chiappe

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