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L'unione sarda. Imu, dall'Isola 200 milioni

Le aziende e gli artigiani: tanti non hanno pagato

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Arriveranno dieci miliardi dalla prima rata dell'Imu. Un gettito fiscale, quello previsto dagli artigiani della Cgia di Mestre, condizionato dalle difficoltà di molti proprietari di immobili (fra cui soprattutto imprese) nel rispettare la scadenza. «È un timore fondato, la crisi finanziaria delle aziende è ancora pesantissima. Molte non ce l'hanno fatta a rispondere puntuali all'appuntamento», spiega il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi. Lo stesso vale per le società sarde: nell'Isola - confermano le principali associazioni di categoria - di quei 10 miliardi verranno incassati circa 200 milioni di euro.
L'IMPOSTA Se la tassa sulla prima casa e sui terreni e i fabbricati agricoli è stata sospesa, per tutti gli altri immobili la prima rata dell'Imu è scaduta ieri: per le casse dello Stato e dei Comuni, stima la Cgia, è dunque previsto un gettito di quasi 10 miliardi di euro (precisamente 9,7 miliardi). L'associazione di Mestre, si legge in una nota, «ha inizialmente censito le tre principali categorie di immobili chiamate al pagamento della prima rata (case di pregio, abitazioni locate/seconde case e attività produttive) e successivamente ne ha calcolato il gettito, tenendo conto che il legislatore ha deciso che l'ammontare della prima rata dell'Imu 2013 deve essere pari al 50% del totale pagato nel 2012: sempre che l'immobile sottoposto al pagamento non abbia subito un passaggio di proprietà o un cambio di destinazione d'uso. Per il calcolo della prima rata, infatti, si deve fare riferimento alle aliquote deliberate per il 2012».
IL GETTITO Ebbene, a fronte di un pagamento complessivo atteso di 9,7 miliardi di euro, 4,9 miliardi (pari al 51,4% del totale) verrà dall'applicazione dell'imposta sulle abitazioni locate e le cosiddette seconde o terze case che sono pari a poco più di 13.785.000 immobili. A questo stock vanno aggiunte le relative pertinenze che sono 9.595.000. Altri 4,7 miliardi di euro (pari al 48,6% del totale) saranno in capo agli immobili a uso produttivo (negozi, laboratori, capannoni, alberghi) che corrispondono a poco più di 4.225.000 immobili, mentre 66 milioni di euro (0,7% del totale) sono da addebitare a 73.680 prime case di pregio o di lusso che non sono state esonerate dal pagamento della prima rata.
LA CRISI «Quasi la metà del gettito complessivo previsto», sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, «dovrebbe venire dall'applicazione dell'Imu sugli immobili a destinazione produttiva. Ho paura, vista la difficoltà in cui si trovano le attività economiche, che molti imprenditori non ce la faranno a rispettare questa scadenza. Non mi riferisco solo a quelli che attualmente continuano a esercitare la propria attività», aggiunge il segretario della Cgia di Mestre, «ma a moltissimi proprietari di capannoni o negozi che a seguito della crisi hanno chiuso i battenti in questi ultimi mesi e ora sono alla ricerca di un nuovo lavoro. È molto probabile», sottolinea ancora Bortolussi, «che queste persone, che una volta chiusa la propria attività non godono di nessuna misura di sostegno al reddito, non abbiano la liquidità necessaria per onorare questa scadenza».
IN SARDEGNA Anche nell'Isola molte imprese hanno avuto problemi. «Purtroppo la scarsa liquidità ha impedito il pagamento della rata», spiega Alberto Scanu, presidente regionale di Confindustria. «Molte aziende aspetteranno la cartella con la possibilità di rateizzare quanto dovuto». Certo, non poter compensare i crediti verso la Pubblica amministrazione con i propri debiti fiscali rappresenta ancora un ostacolo notevole: «Su questo fronte», lamenta Scanu, «abbiamo visto molti provvedimenti ma pochi soldi». Discorso analogo per Luca Murgianu, presidente regionale di Confartigianato: «Da quei 10 miliardi stimati dalla Cgia la Sardegna ne incasserà il 2%, circa 200 milioni, ma non mi sembra una grande cifra. La realtà è che tantissimi imprenditori non sono riusciti a pagare, così come è successo per le vecchie rate dell'Imu. Abbiamo proposto di sgravare l'Imu almeno dai beni strumentali, come i capannoni», incalza Murgianu, «ma purtroppo non siamo stati ascoltati».
LE POSTE La scadenza di ieri non ha invece creato disagi alle Poste. «Grazie a una nuova soluzione, attiva sul sito dell'azienda», spiegano da Poste italiane, «i cittadini hanno potuto compilare direttamente dal proprio computer il modulo F24 per poi recarsi in uno degli uffici e perfezionare in maniera rapida il pagamento».
Lanfranco Olivieri

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