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L'unione sarda. Olbia e il misterioso architetto

GLI ATTI. Mistero fitto su una trattativa gallurese dell'ex re del Supramonte

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Dalle carte dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Graziano Mesina emerge un affare in corso nella zona di Olbia. Un ruolo centrale l'avrebbe svolto un non meglio identificato «architetto».
Il 22 maggio 2011 l'orgolese chiama Serafino Deligia: «È tutto a posto. Si chiude non appena arrivano i soldi. Il problema è sorto con le votazioni, mi hanno spiegato che se a Cagliari vinceranno i comunisti è un problema, poiché in quel caso anche la Regione è legata e non può fare nulla».
I due parlano della vittoria di Giovannelli a Olbia: per Graziano non è problema, «lì è tutto a posto, Giovannelli non conta nulla a Tempio». Serafino dice che gli hanno riferito che «dovrebbero farcela entro questo mese». Il discorso ruota su un progetto al quale è interessato un «architetto» che una «persona influente» avrebbe dovuto contattare. Serafino dice d'essere fiducioso: «Hanno visionato la copia dei documenti esibiti e si sono basati solo su quelli senza chiedere ulteriori delucidazioni». Serafino tranquillizza Graziano: «Quelle persone non possono scavalcare nessuno in Sardegna». E Graziano, di rimando: «Se provano a scavalcare qualcuno sai cosa son capace di fargli».
L'11 novembre la trattativa evidentemente è ancora aperta: Graziano chiama Ambrogio, che ha sentito l'architetto, il quale ha lamentato il fatto di non aver sentito nessuno. Ambrogio fa presente di aver detto all'architetto che c'era «un problema». Graziano ricorda che «un vicino di casa di quello è conciato male». Ambrogio dice di sentirlo in qualche modo «altrimenti si attivano per qualcun altro». Graziano teme che vada «tutto storto». Ambrogio chiede se anche così non può fare niente, «se c'è qualcun altro». Graziano dice che ci sarebbe uno in Sardegna, lo ha chiamato «ma era impegnato». Ambrogio potrebbe tentare con qualcun altro ma Graziano afferma che l'unico era quello, «nessun direttore generale concede quello a nessun altro. A quello facevano concessioni perché aveva amici».
Il 20 gennaio 2012 Mesina telefona all'«architetto Giorgio» e gli chiede se si possono vedere. Giorgio risponde che «forse sta sbagliando persona», Mesina ribatte che gli hanno dato il numero e fa riferimento a Giuseppe Falchi e Angelo. Quindi domanda se sia «quello che lavora al Comune». Risposta: «Sono consigliere comunale a Olbia». L'orgolese insiste: gli deve «parlare di persona».
M. F. Ch.

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