Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Mesina tra politica e imprenditoria

Per l'ex ergastolano affari milionari e litigi per pochi spiccioli

Condividi su:

Affari. Graziano Mesina (un certificato penale lungo 11 pagine e mezza) trattava con chiunque. E si occupava di qualunque cosa: recupero crediti, assunzioni, compravendite. Era capace di rivolgersi perfino a un politico dello spessore di Giorgio Oppi, potentissimo consigliere regionale Udc. Il 30 novembre 2012 l'ex ergastolano parla con Gianni Principessa (titolare della discoteca di Porto Cervo “Pepero”) di un appuntamento a Cagliari con un personaggio che si è «dimesso» e che ora «si trova alla Regione». Principessa il giorno dopo riferisce a Mesina di aver sentito «Giorgio», il quale gli avrebbe detto che «si sta muovendo».
È solo un esempio: nelle quindicimila carte a sostegno dell'ordinanza di arresto del bandito orgolese (accusato con altre 25 persone di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga) il mondo che ruota attorno a Mesina appare variegato. Il 5 febbraio 2013 un certo Paolo Benedetto Murgia chiama Graziano per dirgli che «è entrata con la società la famiglia reale della Libia Idris al Samu», poi gli «spiegherà bene a voce»: hanno «500 miliardi investiti in tutto il mondo» e deve parlargliene.
Si tratta dello stesso Murgia che il 22 maggio dell'anno prima gli dice di essere a Capri al matrimonio di un amico, gli passa lo sposo al cellulare e quello si presenta come ingegner Luigi Farina: Paolo gli ha «parlato di lui» e gli ha detto che sta trattando «l'accompagnamento degli artisti». Farina dice di essere il maggiore azionista di una società petrolifera di Ginevra quotata in Borsa, spesso va in Sardegna, al Billionaire, in luglio sarà a Cala di Volpe con la barca, vorrà incontrarlo per proporre nuovi affari e «vedrai cosa ne verrà fuori». Affari milionari, dunque, ma anche di piccolo cabotaggio. Il 5 maggio 2011 una certa Anna chiama Mesina perché un tizio le deve 5.000 euro e non val la pena fare una causa. Ci pensa Graziano.
Hanno tutti una sorta di timore reverenziale: perfino l'avvocato nuorese Bruno Bagedda, il 17 gennaio 2012, chiede scusa davanti a un Mesina furente per una telefonata sgradita. L'ex ergastolano vanta contatti pure tra le forze dell'ordine. Così, almeno, racconta ad Aldo Catgiu il 18 settembre 2012: un finanziere di Olzai «favoriva gli amici» e Mesina lo ha messo alla prova chiedendogli di far sparire un verbale. «Se fosse rimasto ancora lì, l'avrei convinto a fare qualche altra cosa».
Maria Francesca Chiappe

Condividi su:

Seguici su Facebook