Un nuovo tassello e un'ulteriore boccata d'ossigeno per il comparto suinicolo sardo, in ginocchio a causa della peste suina africana. Le buone notizie arrivano da Roma, dal ministero della Salute che, nella giornata di ieri, ha dato il via libera alla possibilità di regolarizzazione delle aziende che si trovano nelle zone di sorveglianza. Non solo, alle aziende è stata concessa la deroga alla macellazione, anche a domicilio per uso familiare, e alla movimentazione dei capi. Lo sblocco coinvolge circa 3 mila aziende e giunge dopo il pressing della Regione che, nei giorni scorsi, aveva ottenuto anche il via libera per le esportazioni nella Penisola.
È un provvedimento molto atteso che permetterà di iniziare una fase di rilancio di tutto il settore. Ovviamente, a disciplinare la ripresa dell'attività sono regole ferree che affiancano il rilancio del comparto alla lotta alla peste suina. Infatti, tutte le azioni sono condizionate dal rispetto delle norme sanitarie e di biosicurezza che la Regione aveva imposto per stabilire una tabella di marcia finalizzata a estirpare la peste. Dunque, in pochi giorni, due provvedimenti aprono spiragli per l'attività suinicola in Sardegna che potrà riprendere le esportazioni, solo per le imprese di trasformazione che non hanno nei magazzini prodotti a base di carne di origine sarda, le macellazioni e i movimenti dei capi. Delle 3 mila aziende coinvolte, 1.600 sono in provincia di Sassari, 800 in Gallura e le restanti nelle altre province.
A esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto sono il presidente della Regione Ugo Cappellacci e Simona De Francisci, assessore alla Sanità . «È la testimonianza del grande lavoro fatto seguendo due strade parallele», sottolineano: «Abbiamo cercato di non penalizzare il nostro settore produttivo suinicolo e, allo stesso tempo, abbiamo combattuto la peste suina».
Inoltre, dalla Regione ricordano che gli interventi «vengono incontro alle esigenze scaturite durante le riunioni dell'Unità di crisi e nel confronto tra amministrazione regionale e allevatori». (mat. s.)
