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L'unione sarda. Legge elettorale, c'è l'intesa Pd astenuto in commissione

Oggi voto in Aula. Dubbi sulla doppia preferenza di genere

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Legge elettorale, c'è l'intesa in Prima commissione anche se con l'astensione del Pd. Prevede che non vi sia alcuna soglia di sbarramento per i partiti che si presentano all'interno di una coalizione (le soglie sono fissate al 10% per le coalizioni e al 5% per i partiti che corrono da soli) e che il premio di maggioranza sia assegnato con una quota fissa di consiglieri, 33 se la coalizione che vince non supera il 45% e 36% se lo supera, garantendo così sia la stabilità. Soddisfatto Mario Diana (Sardegna è già domani), che lancia un appello: «L'auspicio per la ripresa dei lavori dell'Aula è che la notte porti consiglio e che anche quelle forze politiche, come il Pd, che hanno scelto di astenersi in Commissione decidano di votare la legge, che rappresenterebbe così un risultato storico per il Consiglio regionale». Il Pd, secondo il capogruppo Giampaolo Diana, è dubbioso sugli sbarramenti: «Non li vogliamo, a tutti deve essere permesso di partecipare: lo sbarramento di lista, in presenza del premio di maggioranza, non ha senso». Anche se la posizione definitiva dei Dem emergerà oggi, in Consiglio regionale dalle 16, quando si voterà la legge: «Continueremo a portare avanti l'idea che è inopportuno uno sbarramento di lista oltre a quello delle coalizioni». Problemi invece sulla doppia preferenza di genere, rinviata dalla commissione all'Aula. Michele Cossa e Attilio Dedoni (Riformatori): «Per noi l'approvazione è essenziale». Appello di Gabriella Greco: «Svelata la reale intenzione dei consiglieri, speriamo nel voto palese». Intanto la presidenza della Giunta ha smentito la firma del decreto sul commissariamento delle Province.

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