Quanto ci vuole per chiudere un'azienda decotta, una volta che il personale è andato in pensione? Alla Regione non hanno fretta: nove società, di cui l'amministrazione di viale Trento detiene a vario titolo la partecipazione, sono da anni in attesa di essere rottamate. Per una ragione o per l'altra, la liquidazione non viene completata, un'impresa impossibile che costa gli stipendi agli incaricati della procedura. Migliaia di euro, non spiccioli.
I COSTI Soltanto negli anni 2011 e 2012 «ai liquidatori sono stati erogati compensi pari complessivamente a euro 216 mila e euro 297 mila», segnalano i magistrati della sezione di controllo della Corte dei Conti, l'organismo incaricato di fare le pulci alla finanza regionale. La settimana scorsa hanno deliberato in camera di consiglio la relazione finale sull'indagine sui bilanci delle 35 società partecipate dalla Regione. E il verdetto non è tenero, soprattutto per quelle da anni tenute in vita col respiratore artificiale dei soldi pubblici. «La sezione di controllo», avvisano i magistrati, «deve richiamare l'attenzione della Regione sulla necessità di curare con diligenza ogni utile iniziativa per concludere in modo efficace nell'immediato futuro le procedure evitando così inutili pregiudizi all'Erario».
RECORD Nove le aziende nel parcheggio delle sigle inutili. Il record di longevità appartiene alla Sipas (investimenti in agricoltura): dal 2000 è in liquidazione e a quanto risulta ai giudici contabili l'iter è zavorrato «da contenziosi per il recupero dei crediti, compresa la necessità di definire la procedura liquidatoria della partecipata Nuova Valriso (il mattatoio fallito di Macchiereddu ndr.)». Intanto il liquidatore mette in tasca 30 mila euro l'anno. Anche la Sigma Invest non scherza. La sua “mission” (assistenza e supporto alle imprese) è naufragata nel 2004, nel frattempo è costata 85 mila di emolumenti nel 2012. Gli ostacoli? «Presenza di un certo numero di contenziosi non ancora definiti, dismissione del patrimonio immobiliare senza esito per mancanza di manifestazioni di interesse», spiega la relazione che riassume quanto gli uffici regionali hanno comunicato.
LE VERTENZE Le cause legali impediscono di calare il sipario. Il consorzio Sar (servizio meteo) è in liquidazione da sette anni ma la procedura è bloccata da una serie di vertenze di lavoro destinate a durare per i prossimi 4-5 anni. L'Intex (promozione delle industrie nel centro Sardegna) non riesce a disfarsi del capannone e nel frattempo assicura 34 mila euro annui al liquidatore. Grosso modo la stessa cifra che garantisce la Progemisa, blasonata società di ricerche minerarie chiusa di fatto cinque anni fa. La Regione non riesce ad archiviarla causa (parole testuali) di «contenziosi giudiziari non bene definiti»
MINIERE Più complessa la situazione della Fluorite Silius e della Nuova Mineraria Silius, due società nate per tenere aperte le miniere di fluorite di Silius, poi costrette a chiudere i battenti dopo una serie di pronunciamenti negativi dell'Europa. La Corte dei Conti ha avuto da ridire sugli ultimi versamenti nelle casse della Fluorite Silius pur in liquidazione. Quasi tre milioni, giustificati dall'assessorato all'Industria dalla necessità di mettere in sicurezza il cantiere minerario. In ogni caso la liquidazione sarà completata quando la concessione mineraria di Silius troverà un imprenditore disposto ad investire di tasca. Per la parola fine dell'Hydrocontrol (sistemi idrici) bisognerà aspettare l'esito di alcune vertenze di lavoro e il saldo di crediti col ministero della Pubblica istruzione. Chissà quando, in questo caso però non c'è traccia di compensi al liquidatore.
Antonio Martis
