«Dobbiamo dare un segnale sul caro-traghetti: le tariffe vanno abbassate, la crisi è terribile». Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, va indietro nel tempo e racconta delle sue traversate in traghetto per raggiungere Porto San Paolo, in Gallura, meta delle vacanze in famiglia. «All'epoca, una volta a terra, non c'era neppure il ponte sul rio Padrongianus e per arrivare erano d'obbligo giri lunghissimi». Ora che il ponte c'è, in Sardegna arrivano sempre meno turisti perché le compagnie propongono tariffe non più alla portata di molti vacanzieri: «È assurdo che si paghi di più per venire nell'Isola che per arrivare a New York». Ieri a Cagliari Lupi ha prima portato i saluti del governo all'assemblea generale della commissione delle isole della Conferenza delle regioni periferiche marittime dell'Ue. Poi ha incontrato a Villa Devoto il governatore Ugo Cappellacci e i sindacati degli autotrasportatori. C'era anche Doddore Meloni, leader del movimento indipendentista Meris, in rappresentanza della categoria. E alla fine i due si sono abbracciati.
Ministro, sul caro-traghetti che si fa?
«Si passa ai fatti. Ieri ho parlato telefonicamente con l'ad di Tirrenia Ettore Morace. Martedì alle 10 sono convocati a Roma Regione e compagnia. All'ordine del giorno c'è la diminuzione o il blocco delle tariffe per il trasporto passeggeri e merci».
Ma c'è una convenzione che scade il 19 luglio.
«Lo so. Vogliamo verificare se, da parte di Tirrenia, c'è la disponibilità di rivedere parte dei contenuti. Cioè, se c'è l'accordo per dare un segnale forte anche alle imprese che hanno necessità del trasporto marittimo per le loro attività. Da parte del governo e della Regione questa disponibilità c'è».
Materialmente, come si può realizzare questo accordo? E in quali tempi?
«Spero che l'intesa ci sia già martedì. Intesa che dovrà essere ratificata da un protocollo successivo».
Significa riduzioni o blocco a stagione ancora in corso?
«Sono realista: aspetto».
Lei ha viaggiato con i traghetti. Che ricordo ha?
«Prendevo la Tirrenia, perché venivo con l'auto, mia moglie e tre figli».
Poi?
«Le esigenze sono cambiate. E anche i costi. Negli ultimi tempi arrivavo in aereo e affittavo l'auto nell'Isola. Mi conveniva».
L'Antitrust ha sancito che l'aumento delle tariffe del 2011 era illegittimo. Che dice?
«Che va dalla parte del riconoscimento dei diritti della Sardegna, anche se non restituisce il danno. E dello Stato: è importante che, nel rilevare violazioni della concorrenza, il Garante funzioni».
Comunque la sensazione che il cartello degli armatori sia ancora attivo è forte.
«Partiamo da un presupposto: i cartelli non si possono fare».
Gli autotrasportatori sono sul piede di guerra. Come li ha trovati?
«Responsabili e disponibili. Mi ha colpito una frase: “una volta era in Sardegna che si prendevano gli ostaggi, ora è l'Isola a essere ostaggio”. Siamo un governo eccezionale in un momento eccezionale. Faremo di tutto perché il Paese torni a crescere. In Sardegna sono essenziali porti, aeroporti e infrastrutture».
La Regione chiede di poter decidere anche le convenzioni marittime. È d'accordo?
«Vedremo che cosa si può fare. Dobbiamo capire perché nel 2007 si diede alla Regione competenza sulle concessioni aeree e non su quelle delle navi. Politicamente sono d'accordo col governatore Cappellacci. Verificheremo, credo che in breve tempo se ne potrà ridiscutere».
La Regione sta sondando tutti i canali, a cominciare dalla Commissione europea, per riavviare la cosiddetta flotta sarda.
«Posso dire che del governatore Cappellacci apprezzo la rivendicazione autonomistica. Rivendicazione che non deve mai essere contrapposizione: con il dialogo tra istituzioni si cresce tutti, quindi anche la Sardegna».
Sul versante della continuità aerea è in pubblicazione il nuovo bando.
«Sono curioso di capire i frutti che produrrà».
E, secondo lei, l'Isola riuscirà mai a ottenere una vera compensazione dell'insularità?
«Una Sardegna collegata meglio con la Penisola è un obiettivo di tutti: sta meglio l'Isola, ne guadagna il Paese».
La Sardegna ha grosse difficoltà pure nei collegamenti interni. Conosce la Carlo Felice?
«Sì. Il presidente Cappellacci mi ha chiesto risorse per la 131. Ci sono sei lotti, c'è un problema di rifinanziamento per alcuni».
In Gallura, poi, devono ancora decollare i lavori sulla Sassari-Olbia.
«Il tema che è stato posto, si è passati da una gestione commissariale all'Anas. Dobbiamo accelerare: ne parlerò all'amministratore unico Pietro Ciucci».
Per il finanziamento di molte infrastrutture, anche sarde, si attende la firma dell'intesa generale quadro.
«Un passo importante, che avverrà tra il 14 e il 21 luglio, prima della legge di stabilità».
Dalle strade ai treni. Cappellacci ha lanciato un appello: troppi collegamenti a rischio-tagli. Come risponde?
«Il trasporto pubblico locale è essenziale. Anche in questo caso porrò il problema a Trenitalia presentando all'azienda un dossier del governatore».
Ci sono novità sul fronte dei porti?
«Sì. Abbiamo avuto conferma che il porto di Cagliari sarà inserito nel core network e non nel comprehensive network. Significa che il capoluogo sardo è tra i porti strategici d'Europa e, considerato che l'85% delle merci per le esportazioni passa per i nostri porti, direi che si tratta di un risultato di grande importanza strategica».
Deciderete presto anche sull'authority del porto di Olbia?
«L'obiettivo è dare continuità di gestione. Per martedì o mercoledì dovrebbero concludersi le procedure. Poi ci sarà l'intesa con la Regione. Una decisione arriverà probabilmente prima della scadenza».
Lorenzo Piras
