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L'unione sarda. Colleghi e studenti lo difendono: «Non ci crediamo, è solo un errore»

Nell'istituto sono tutti sotto choc. Il preside: «Una persona splendida»

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QUARTU La notizia dell'arresto del professore Alessandro Dettin, piomba come un uragano su studenti e insegnanti del liceo classico e delle scienze sociali Motzo, impegnati nella terza prova dell'esame di maturità. All'interno dell'istituto in viale Colombo qualcuno piange, i professori non si danno pace, il preside cerca di spiegare che tutto questo dev'essere, per forza, soltanto un errore. Nessuno vuole credere a un'accusa così infamante, nessuno può pensare di avere lavorato fianco a fianco per anni con una persona che aveva nel computer migliaia di foto pedopornografiche, immagini agghiaccianti di bambini e adulti, che nessuno vorrebbe mai vedere.
INCREDULITÀ Ieri mattina, dopo l'una, al liceo Motzo le porte sono chiuse. Gli studenti che hanno già sostenuto la prova d'esame, escono alla spicciolata, mentre professori e bidelli fanno muro per non fare entrare nessuno, tantomeno i giornalisti. «Lo hanno già dipinto come un mostro, prima ancora che si capisca cosa sia successo realmente». Alessandro Dettin insegna da anni nel liceo. Da qualche tempo ha assunto anche l'incarico di vice preside. «Una vita per la scuola, vicino agli studenti, sempre pronto a dare una mano», dicono in tanti. La vice preside Anna Maria Cocco non si dà pace. «È una persona splendida», dice quasi con le lacrime agli occhi, «corretta , educata e civile, che ha sempre rispettato gli altri e le leggi. Quello di cui lo accusano non può essere vero. È sempre stato disponibile con i ragazzi e pronto ad aiutarli. Non possiamo credere a questa accusa infamante».
GLI ALUNNI Lo difendono a spada tratta anche i ragazzi, gli alunni del professore che per anni hanno seguito le sue lezioni di italiano e storia. Ieri sono arrivati a scuola impauriti e ansiosi per la prova d'esame, alla fine sono usciti dalla classe distrutti da una notizia tremenda. «Dettin è un professore serio e molto motivato nel fare il suo lavoro», assicura il rappresentante degli studenti Luca Meloni Melis, «i suoi alunni sono molto turbati. Qualcuno, avuta la notizia, è scoppiato in lacrime. Questa storia che hanno tirato fuori è sicuramente una bufala gigantesca». La pensano come lui anche gli altri studenti, che si attardano davanti al cancello dell'istituto. «Non crederemo mai a questa storia», dicono, «ci deve essere sicuramente un errore. Il professore è una persona splendida che ci ha sempre aiutato. Questa vicenda ha sconvolto tutti in un giorno così importante come quello dell'esame di maturità».
IL PRESIDE SCONVOLTO Soltanto a fine mattina , al preside Luciano Carta arriva la notizia dell'arresto del docente. «Con noi non c'è stato mai nessun problema», assicura, «ho sempre considerato il professore una brava persona e un onesto lavoratore, capace e con ottime referenze. E' impossibile sia successo tutto questo». Alessandro Dettin era sempre puntuale come un orologio. Al suono della campanella gli studenti lo trovano sempre al suo posto, pronto a iniziare le lezioni. Quando non era in classe si dedicava anima e cuore alla sua mansione di vicepreside. Sempre pronto ad ascoltare chi andava a chiedere un consiglio. Troppo perbene, dicono tutti.
Giorgia Daga

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