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L'unione sarda. Tra sceneggiature e jazz

CHI È. Il profilo del docente nato in Veneto, a Quartu da vent'anni

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QUARTU La famiglia non ha dubbi e lo difende: «La verità non è questa. È innocente». I suoi colleghi, gli studenti e chi, in passato, lo ha avuto come professore non riescono a credere alle accuse avanzate dalla Polpost e dalla Procura: «Una persona colta, buona. Non è possibile». Chi conosce Alessandro Dettin, il professore di italiano e storia finito ai domiciliari per detenzione di materiale pedopornografico, è allibito. Stupore anche negli altri ambienti frequentati dal 58enne originario di Schio, da vent'anni trapiantato a Quartu: ex giocatore di pallacanestro nel vicentino, nei primi anni del 2000 è stato allenatore di minibasket in una società del Cagliaritano. Inoltre è un appassionato di musica jazz e scrittore di sceneggiature.
«Chi mi paga lo stipendio mi chiede di essere operatore sociale, di combattere la dispersione scolastica e il disagio giovanile, di ammortizzare certe asperità generazionali e di fornire una supplenza dell'istituzione familiare». Dettin, da vicepreside all'istituto industriale Giua a Quartu (prima di passare al classico Motzo), commentava così lo sciopero generale proclamato il 24 ottobre 2003. Arrivato nel Cagliaritano vent'anni fa da Schio, comune in provincia di Vicenza, ha deciso di fare della Sardegna la sua seconda casa. Proveniente da una famiglia di imprenditori vicentini, è un insegnante di italiano e storia apprezzato dagli studenti. «Spero sia stato un enorme errore», è la frase ricorrente di chi lo ha conosciuto dietro la scrivania nelle aule delle scuole dove ha insegnato. «Eppure tutti quei video... Ci dispiace per la sua famiglia», sottolineano altri davanti alla notizia di quei due pc sequestrati pieni di filmini e immagini con minorenni e perfino bimbi di appena un anno.
Dettin è arrivato in Sardegna circa vent'anni fa. A Schio, oltre a studiare per diventare insegnante di italiano e storia, si è distinto nei campi di basket: discreto giocatore (ha disputato la serie D) ed era poi diventato allenatore. Un ruolo che ha ricoperto anche in una società di minibasket nel Cagliaritano per alcuni anni. Mai un'ombra. Mai un sospetto. Vicepreside al Giua e ora al liceo Motzo, è sempre stato in prima linea nelle iniziative delle scuole. Nel 2003 ha accompagnato una classe in Consiglio regionale per ritirare un premio mentre qualche anno più tardi una sua studentessa ha vinto un concorso nazionale grazie a un racconto. Nelle sue lezioni ha sempre cercato di trasmettere ai ragazzi la sua altra grande passione: il jazz.
Matteo Vercelli

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