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L'unione sarda. Province, tre giorni alla scadenza: ma slitta la riforma

Tensioni in maggioranza

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Si tratterà fino all'ultimo minuto, stile calciomercato. A tre giorni dalla scadenza della proroga il destino delle Province è ancora misterioso, mentre - nonostante le smentite ufficiali della presidenza della Regione - continuano a circolare voci di commissariamenti. E cresce la tensione nella maggioranza. Ieri il Consiglio regionale avrebbe dovuto mettere mano alla riforma degli enti locali. Tutto rinviato, invece: prima a stamattina, poi a oggi pomeriggio.
REFERENDUM L'aula si riunisce giusto per approvare la leggina Maninchedda che abolisce il quorum per il referendum confermativo sulle leggi statutarie. Tradotto: se qualcuno raccoglierà le firme contro la riforma elettorale, non si potrà fare campagna astensionistica per annullare la consultazione, che sarà valida con qualsiasi affluenza.
VERTICI Sbrigata la pratica, inizia la girandola delle riunioni (di maggioranza, dei capigruppo e così via) sul nodo-Province, che proseguiranno stamattina. L'ipotesi di un'altra proroga è negata da più parti. Ma si sa che il centrosinistra vorrebbe far arrivare i Consigli provinciali alla scadenza naturale. Lo pensa anche qualcuno del centrodestra: ma dai vertici blindati filtra una posizione assolutamente rigida dei Riformatori, che invocano l'attuazione dei referendum di 14 mesi fa. Secondo alcuni alleati, se spuntasse una proroga Michele Cossa e i suoi potrebbero arrivare allo strappo definitivo, uscendo dalla Giunta e dalla maggioranza.
PRESIDIO Ieri intanto si sono notati nel Palazzo consiglieri provinciali di varia provenienza, giunti per fare pressione sui rispettivi partiti contro lo scioglimento immediato. Per oggi si parla di un presidio. A Cagliari si è riunita l'Unione Province: il presidente oristanese Massimiliano De Seneen conferma il no ad atti di forza. Martedì il presidente Ups Roberto Deriu aveva ribadito l'illegittimità di un commissariamento.
I PARTITI Difficile prevedere come finirà: «C'è la volontà comune di attuare i referendum e arrivare a una riforma innovativa», garantisce il capogruppo Pd Giampaolo Diana. Ma il segretario democratico Silvio Lai polemizza: «Qual è la proposta della Giunta e della maggioranza? Non esiste un accordo sui poteri degli enti locali. E i Riformatori vogliono riportare alla Regione competenze decentrate in passato». «Nessun disegno accentratore», replica Cossa: «Semplicemente, come chiesto dagli elettori, vogliamo l'abolizione degli enti intermedi, trasferendo tutto ai Comuni». (g. m.)

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