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L'unione sarda. Più soldi in cassa ma troppe spese

Nel mirino le assunzioni nelle Asl e i fondi della flotta sarda

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Assunzioni-sanità e flotta sarda nel mirino della Corte dei conti. Due campi di spesa facile alla Regione, citati come cattivi esempi nel rendiconto annuale che i giudici contabili hanno presentato ieri mattina a Cagliari nella sede della sezione speciale abilitata a spulciare i libri contabili di viale Trento.
RELAZIONE Un quadro a due facce, stando alla relazione letta dal consigliere Valeria Mistretta. Da una parte la Regione nel 2012 ha avuto più soldi in cassaforte: «In base al nuovo quadro delle entrate, la gestione della competenza evidenzia un saldo positivo pari a 59.893.778 euro, mentre il risultato della gestione complessiva ha un saldo positivo pari a 567.926 milioni di euro. Il disavanzo complessivo pertanto ha una diminuzione pari a meno 48,85%».
Ma l'amministrazione spende troppo per il personale in barba ai buoni propositi di risparmio. Nella sanità i costi sono aumentati del 12 per cento in sette anni: da un miliardo e qualcosa nel 2004 a un miliardo e 156 milioni del 2012. Ancora più marcata la crescita delle spese per consulenze esterne (64 milioni nel 2008, 86 l'anno scorso). In compenso è diminuita la spesa farmaceutica, quasi il 5 % in meno.
A BORDO Nessuno sconto alla Regione che ruba il mestiere agli armatori navali: troppi i soldi spesi per i due traghetti della flotta sarda armati nell'estate del 2012 sotto le bandiere della Saremar per dare una lezione al caro-biglietti della Tirrenia. Per le traversate erano stati stanziati 15 milioni di euro, ma il conto finale è salito quasi a 20. Sono stati trasportati 464 mila passeggeri, le casse regionali hanno speso 41 euro per viaggiatore. E il bilancio potrebbe essere più salato: c'è un'istruttoria della Comunità europea e incombe il rischio che la Saremar debba restituire i soldi considerati «aiuti di Stato indebiti». In questo caso finirebbe in liquidazione con tanti saluti ai collegamenti con Carloforte e Corsica. La Corte ha avuto da ridire anche sull'assunzione di 31 marittimi: «Viola la legge».
CRITICITÀ Una pesante bacchettata che nelle parole del presidente della sezione Anna Maria Carbone Prosperetti diventano «criticità». «Nella relazione abbiamo messo in evidenza quelle che più interessano il mancato contenimento di spesa rispetto ai principi generali che lo Stato e la Comunità europea impongono e hanno imposto col Patto di stabilità. Comunque nei confronti dello Stato la Regione ha rispettato il Patto. Una maggiore vigilanza e indirizzi precisi consentirebbero di ottenere a breve dei comportamenti più virtuosi».
Ad ascoltare queste parole erano presenti quattro assessori: Simona De Francisci, Alessandra Zedda, Luigi Crisponi e Antonello Liori. Assente il governatore Cappellacci.
Antonio Martis

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