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L'unione sarda. Canadair, esplode la polemica

Gabrielli accusa: «Sulla prevenzione avete fatto tutto il dovuto?»

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I Canadair sulla pista dell'aeroporto di Olbia - gli unici in Sardegna - sono due ma l'equipaggio è solo uno. O almeno era uno lunedì pomeriggio mentre il promontorio di Capo Figari finiva in cenere con il suo patrimonio pregiato di animali e piante. E ora, il giorno dopo il disastro, più del fuoco bruciano le polemiche mentre i piccoli focolai sul monte continueranno ad ardere per giorni.
LA POLEMICA Il capo della Protezione civile non ci sta a salire sul banco degli imputati. «È un anno che, in completa solitudine, sto sollevando la questione in ogni occasione utile», spiega Franco Gabrielli: «Se fossi stato supportato a tempo debito anche da chi oggi lancia accuse di inesistenti ritardi, forse a quest'ora avremmo qualche risorsa in più da destinare al territorio». Ribatte il presidente della Regione Ugo Cappellacci: «Come il prefetto Gabrielli ben sa, le considerazioni circa la sua solitudine nella richiesta di mezzi aerei per fronteggiare il fuoco non possono essere riferite al caso Sardegna. Infatti, la Regione ha sollecitato costantemente il Governo affinché la nostra isola fosse presidiata in maniera adeguata. L'ultima, di una lunga serie di richieste, risale al mese di maggio. Sul punto è lo Stato centrale che deve assumersi le sue responsabilità e adottare tutte le misure necessarie per non lasciare soli né la Protezione Civile, né gli amministratori locali, né i cittadini». Ma Gabrielli mette sotto accusa proprio le Regioni. «A nessuno è venuto in mente di chiedersi se sul fronte della prevenzione sia stato fatto tutto il dovuto per tempo.I terreni sono stati puliti? Sono state preparate le vie di fuoco?».
IL GOVERNO Antonio Satta, segretario dell'Unione Popolare Cristiana, contesta le scelte del Governo: «Mentre non ci sono i soldi per i Canadair si spendono in modo inconcepibile somme ingenti per gli F35. ìÈ necessario che il Consiglio dei Ministri riveda questa scelta e disponga finanziamenti per la Protezione Civile, con la presenza stabile dei Canadair in Sardegna e nelle altre regioni a rischio». Appena pochi giorni fa il presidente del Consiglio Enrico Letta ha inviato una circolare ai presidenti delle Regioni e delle Province autonome. Nel documento si confermava la riduzione della flotta aerea rispetto agli anni passati, a causa della mancanza di risorse. Il numero di velivoli è passato dai 31 tra aerei ed elicotteri dell'anno scorso ai 15 Canadair (più altri quattro che ruotano per la manutenzione) a disposizione quest'anno. Il premier sollecitava gli enti locali a siglare accordi e gemellaggi e sottolineava l'importanza delle squadre a terra: «I mezzi aerei devono essere considerati una misura complementare, da utilizzare nelle situazioni più gravi».
LA FORESTALE Ma la gravità della situazione di Capo Figari emerge dalle comunicazioni inviate dagli uomini della Forestale. Il direttore dell'Ispettorato di Tempio, Giancarlo Muntoni, ricostruisce meticolosamente orari e circostanze. La segnalazione è partita alle 14,43 di lunedì, e mentre si alzavano in volo gli elicotteri con grandissima difficoltà per il forte vento, è partita la richiesta per il Canadair, alle 14,55 dalla Gallura a Cagliari, alle 14,03 dal Soup di Cagliari al Coau di Roma. «Alle 15,27 è arrivato sull'incendio l'unico Canadair disponibile in quel momento per la Sardegna che ha lavorato fino alle 20 effettuando 37 lanci. Alle 20,09 è arrivato un altro Canadair che ha lavorato per un'ora». Il porblema non è quindi tanto il tempo di intervento, 35 minuti sono fisiologici, quanto la necessità di un secondo mezzo aereo in una zona impervia come Capo Figari. «Lunedì in Sardegna era disponibile un solo aereo, o meglio un solo equipaggio, in tutto il territorio nazionale erano attivi solo sei Canadair», spiega ancora Muntoni. Ma i problemi si sono ripresentati il giorno dopo. «Il fuoco è andato avanti per tutta la notte, controllato per quanto si poteva, dalle squadre a terra, alle 4,30 ho inviato una nuova richiesta per ottenere due Canadair per le sei del mattino. Il primo è arrivato alle 6.45 ed è andato via alle 6,50 per un'avaria, il secondo è arrivato alle 8 e andato via alle 9,10, il terzo è arrivato alle dieci da Ciampino». Giancarlo Muntoni si spoglia delle vesti di funzionario regionale per un'ultima valutazione. «Questa la voglio fare da sardo. Non so cosa la Sardegna potrebbe fare di più e di meglio per combattere gli incendi. La Regione sarda è quella che investe di più in asosluto, abbiamo in campo 11 elicotteri che ci costano 350 mila euro l'uno e novemila uomini. Spiegatelo alla famiglia di quel barracello morto a Monti, cosa dovremmo fare di più. I sardi combattono il fuoco con il cuore. E talvolta perdendo la vita».
Caterina De Roberto

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