Assessore Biancareddu, al primo incendio si scatena la polemica e rischia di saltare il banco.
«Le polemiche non mi interessano, io ho controllato l'efficacia dei nostri interventi. Posso confutare al capo della Protezione civile Gabrielli che i mezzi a terra sono arrivati in tempi rapidi, così come i tre elicotteri della Regione».
L'assessore regionale dell'Ambiente evita di gettare benzina sul fuoco. Ma allora cosa è successo a Golfo Aranci?
«C'è stata una serie di concause nefaste. Il forte vento non ha permesso ai due Canadair di volare a bassa quota e c'è stata l'avaria di uno dei due aerei».
Allo stato attuale, com'è il parco mezzi della Regione?
«Abbiamo a disposizione un Canadair a Olbia, poi ci sono i 12 elicotteri della Regione, uno in più rispetto all'anno scorso, a cui ho dato mandato di decollare immediatamente al primo allarme».
Sono previsti altri mezzi in arrivo?
«Gabrielli mi ha garantito che lunedì arriverà un altro Canadair, sempre a Olbia. A breve ci sarà una gara d'appalto nazionale per gli elitanker e potrebbe arrivarne uno in Sardegna, se la situazione venisse reputata critica. Nel caso di calamità c'è il soccorso di Trapani, ovviamente sperando che non ci sia una concomitanza di interventi».
Impossibile ottenere qualcosa in più?
«Dopo aver scritto alcune lettere in cui si sottolineava la necessità di ottenere tre Canadair, ho parlato con Gabrielli: mi ha spiegato che la dotazione finanziaria è stata decurtata e su tutto il territorio nazionale operano solo 14 velivoli».
La situazione potrebbe farsi complicata?
«Noi stiamo mettendo in campo numerose azioni per farvi fronte. Stiamo potenziando le vedette e aumentando la vigilanza a terra per presidiare i territori».
Quanto costa alle casse regionali la lotta al fuoco?
«Circa 50 milioni di euro. Soldi che, purtroppo, vengono utilizzati per la lotta agli incendi invece che per altre iniziative. La Regione non ha tagliato nulla, anzi, abbiamo aggiunto un elicottero, costato 350 mila euro. Facciamo molta prevenzione. In molte aree ci sono le strisce parafuoco, ma, per esempio, i Siti di interesse comunitario come Capo Figari, sono soggetti a rigidi vincoli e il rischio è l'abbandono».
Matteo Sau
