Aiuti europei e fine della burocrazia per oltre 1,2 milioni di piccoli agricoltori italiani. Contributi assicurati a chi vive e sviluppa la propria attività agricola, al bando invece chi riceve aiuti senza produrre. Un sostegno particolare ai giovani che vogliono investire nella terra. Ma anche la possibilità per i grandi marchi di prosciutti a denominazione d'origine - dal Parma al San Daniele - di programmare la loro produzione. Non sembra aver dimenticato nessuno la nuova Politica agricola europea su cui ieri è stato raggiunto, dopo anni di scontri, un importante accordo politico tra le tre istituzioni europee: Parlamento, Consiglio e Commissione. Accordo - ha annunciato nella serata di ieri il presidente della commissione Agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, «che ha ottenuto il sostegno della stragrande maggioranza dei Gruppi politici all'assemblea».
IL SIGILLO Ma per poter mettere il sigillo ufficiale alla nuova riforma della Pac bisognerà attendere l'accordo finale sul bilancio europeo 2014-2020 in modo da quantificare - ha precisato Giovanni La Via, relatore sul finanziamento della riforma, «le risorse che saranno destinate nei prossimi anni alla Pac». Tuttavia, in caso di mancato accordo, per quanto riguarda l'agricoltura europea, i governi dovrebbero contribuire sulla base delle vecchie regole, quindi versare una cifra maggiore dei quasi 400 miliardi destinati alla Pac per i prossimi 7 anni.
I DOSSIER Dall'accordo politico raggiunto ieri sono stati quindi stralciati alcuni dossier collegati alla decisione sul bilancio Ue 2014-2020, come la ripartizione definitiva delle dotazioni che ogni Stato potrà ricevere dalla Pac. Ciò non toglie che la struttura su cui si baserà la futura politica agricola è già stata definita dal negoziato appena concluso, che ha permesso all'Italia - come ha indicato il ministro per le politiche agricole e alimentari Nunzia De Girolamo - di tutelare meglio numerosi settori. Tra questi il ministro ha ricordato quello del vino, «che potrà beneficiare di un sistema di autorizzazioni in vigore fino al 2030, ma anche il comparto del grano duro beneficierà di più sostegni al mercato». Un pacchetto finanziario che il ministro valuta in 48 miliardi di euro per i prossimi sette anni, a cui andranno aggiunti aiuti nazionali.
Insomma una nuova Pac capace, come ha tenuto a sottolineare il commissario Ue all'Agricoltura, Dacian Ciolos, anche di «tener maggiormente in considerazione le aspettative dei cittadini europei».
