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L'unione sarda. La Gallura teme un nuovo isolamento «Siamo senza voce»

Dimissioni per protesta

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In Gallura, l'emergenza si chiama rifiuti solidi urbani. La discarica attualmente utilizzata a Olbia serve decine di comuni costieri e sta raggiungendo la soglia di massima capienza. Entro un anno, la struttura di Spiritu Santu sarà colma e dovrà essere dismessa. La Provincia di Olbia - Tempio stava lavorando per individuare una nuova discarica in grado di ospitare l'enorme massa di rifiuti che viene generata, in particolar modo, nei mesi estivi. La decisione avrà evidentemente un impatto ambientale sulla zona scelta: per questo motivo, il consiglio provinciale ha più volte ribadito che «una decisione simile non può essere effettuata in solitaria da un commissario esterno, ma deve essere ratificata da un organo eletto dal popolo». L'emergenza discarica, naturalmente, non è l'unico problema che dovrà essere affrontato dal territorio. La cancellazione della Provincia renderà problematica anche la gestione ordinaria delle strade (800 chilometri di rete viaria provinciale) e la manutenzione delle scuole superiori. Ma si paventa anche una perdita di rappresentanza istituzionale: «Le rivendicazioni autonomistiche della Gallura risalgono a decenni fa - racconta Gianni Giovannelli, sindaco di Olbia ed ex consigliere regionale - e sono ancora tutte valide. Quando sedevo tra i banchi del consiglio in Regione, mi espressi a favore dell'istituzione delle nuove province e proprio il mio voto risultò decisivo. Ora, provo una grande amarezza, che può essere in parte stemperata solo se tutte le Province saranno abolite, anche quelle storiche». La Provincia di Olbia - Tempio gestisce un bilancio annuale di circa 50 milioni: le spese relative al costo del personale sono pari a 6 milioni di euro. I 145 dipendenti dovrebbero essere trasferiti in altri enti, ma Lorenzo Porqueddu, della Cgil, si chiede «quali enti potranno accoglierli, e con quali risorse? C'è ancora molta incertezza su quel che accadrà dopo la chiusura della Provincia». Il commissariamento esaminato ieri in Consiglio regionale, intanto, ha generato una immediata risposta politica da parte dell'assessore al Bilancio dell'ente, Tore Marrone, e del consigliere provinciale Patrizia Bigi. Entrambi, fino a ieri, erano rappresentanti dei Riformatori sardi, si sono dimessi. «Non condividiamo l'intransigenza che è stata dimostrata dal nostro partito sul commissariamento delle nuove province. Per questo, abbandoniamo i Riformatori sardi».
Claudio Chisu

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