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L'unione sarda. Trote, parassiti e appalti milionari

L'Ogliastra dei campanili: 85 dipendenti per 58 mila abitanti

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Tanto per cominciare hanno ripopolato di trote il Flumendosa, istruito il protocollo del marchio Igp per i culurgiones , sferrato un duro attacco al cinipete delle castagne e sono a capo della squadra regionale che lotta contro il punteruolo rosso delle palme arrivato dall'Asia a flagellare le piante dell'isola. Le medaglie da appuntare alla maglia della Provincia Ogliastra sono spesso sconosciute ai 58 mila abitanti che la popolano, più interessati alle competenze classiche riconosciute all'ente in via di dismissione: strade e scuole.
IL PRESIDENTE Ed è proprio sugli appalti per la riqualificazione della rete viaria e la messa a norma degli edifici scolastici che punta la squadra di amministratori guidata dal presidente Bruno Pilia, primario del reparto di radiologia dell'ospedale di Lanusei, eletto nel 2010 con una coalizione di centrosinistra. In qualità di amministratore porta a casa mille e quattrocento euro mensili. «Abbiamo appaltato tutte le opere già finanziate (per un totale di quasi 35 milioni di euro), tagliato le spese di gestione. Abolito tutti gli affitti, saldato i mutui che erano stati accesi e risolto il problema delle sedi degli istituti superiori». Assicura il presidente-medico che, pur non condividendo la prevista abolizione dell'ente, non esclude a priori l'idea di essere nominato commissario: «Sarebbe un ruolo del tutto opposto a quello per il quale sono stato scelto dagli elettori, ma ci dovrei pensare».
NASCITA TURBOLENTA L'Ogliastra è per la prima volta Provincia nel 2005. L'istituzione dell'ente intermedio viene salutato dalla gente del posto con grandi aspettative e altrettante polemiche. Dei ventitré comuni sparpagliati in quella che fin troppo spesso è stata definita un' isola nell'isola , due sembravano i candidati naturali atti ad ospitare la sede istituzionale: Lanusei e Tortolì. La questione del capoluogo generò non poche tensioni. Assemblee civiche, vertici tra politici, tecnici e amministratori. Non se ne venne a capo. Alla fine si scelse la formula del “doppio capoluogo” per non scontentare nessuno. Il primo presidente fu Piero Carta (Pd). Alla scadenza naturale della legislatura, nel 2010 gli elettori scelsero l'attuale compagine di consiglieri e assessori che ora rivendica di poter concludere il proprio mandato. «È un atto incostituzionale, se la Provincia deve essere soppressa bisogna aspettare che termini il quinquennio per il quale è stata chiamata a governare», tuona il presidente.
QUANTO COSTA? A far due conti, la Provincia Ogliastra, qualora venga abolita per davvero, presenterà il problema della ricollocazione del personale. Ottantacinque dipendenti in totale, per i quali nel 2012 sono stati erogati stipendi per quasi due milioni di euro (1,913 per l'esattezza). A questi si aggiungono i costi per i contratti a progetto, i contributi, la previdenza che fanno lievitare la spesa totale al capitolo “personale” fino a due milioni e 904 mila euro.
Tra i detrattori storici della piccola Provincia, c'è l'ex sindaco di Tortolì, Marcella Lepori. Idee di sinistra difficili da imbrigliare in un partito: «Non mi piace indossare casacche troppo rigide», ammette. Al capezzale dell'ente non mostra nessuna pietà. «Io cancellerei tutte le Province dalla Costituzione. Credo che come ente intermedio tra lo Stato e il cittadino siano sufficienti i Comuni e la Regione». Le competenze non sarebbero un problema. «Non mi pare che la Provincia abbia competenze indispensabili da non poter vivere senza. Basterebbe ripartirle tra gli altri enti. Si risparmierebbero un sacco di soldi, rendendo più snello l'apparato burocratico». Anche sull'organico non fa una piega. «Se vengono trasferite le competenze bisognerà fare lo stesso con il personale. Senza danneggiare i lavoratori».
Mariella Careddu

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