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L'unione sarda. Nuoro, i dipendenti in piazza: ci salvi la politica, l'azienda affonda

Ieri la prima manifestazione, lunedì tutti a Cagliari in viale Trento

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NUORO Stipendi costantemente in ritardo anche di diversi mesi, come la quattordicesima che l'anno scorso è stata spalmata in cinque buste paga e quest'anno non è ancora stata pagata ai dipendenti. Operai costretti a comprarsi da soli i Dpi (dispositivi di protezione individuale dagli infortuni, come i guanti), oppure a utilizzare i propri mezzi per fare gli interventi fuori sede senza che l'azienda rimborsi la benzina. Sindacalisti che non vogliono esporsi: «Abbiamo paura di ritorsioni,». È solo la punta dell'iceberg dei problemi di Abbanoa che in una decina di anni ha visto crescere il suo debito da 150 milioni agli attuali 380 e ora coinvolge anche i lavoratori dell'ente. Ieri erano oltre un centinaio i dipendenti del Distretto 5 di Abbanoa che sono scesi in piazza a Nuoro, sfilando dalla sede di Biscollai sino al municipio dove una delegazione è stata accolta dal vicesindaco barbaricino Leonardo Moro, al quale è stato chiesto un intervento deciso della politica sarda in grado di salvare Abbanoa e i posti di lavoro. I dipendenti nuoresi sono circa trecento, cento solo nel capoluogo barbaricino, ed esasperati per una situazione che definiscono «ormai giunta ad un punto di non ritorno». «La crisi che sta vivendo questa azienda non è una crisi del mercato, la nostra azienda non è l'Alcoa. Oggi stiamo protestando non perché abbiamo paura di ricevere lo stipendio in ritardo, ma perché siamo quasi certi che tra un po' non lo riceveremo più». C'è chi denuncia situazioni al limite del paradosso come quella di Siniscola dove si è aperto uno sportello periferico, si usa una macchina aziendale per fare più di cento chilometri ma il dipendente può solo consegnare moduli visto che i computer sono inutilizzabili (manca la rete).
«L'anno scorso la quattordicesima ce l'hanno spalmata in cinque mesi, quest'anno non credo che ce la diano». Gli operai non sono da meno: «Chiedono di fare gli interventi ma senza strumenti, senza pezzi di ricambio, e ogni volta dobbiamo fare i salti mortali». I lavoratori barbaricini sono stati i primi a scendere in piazza per denunciare la situazione, ma lunedì 8 a Cagliari in viale Trento, davanti alla Regione, Cgil, Cisl e Uil terranno un presidio di protesta. «Con 380 milioni di debiti e nessuna volontà politica di risolvere i problemi di una delle più grandi aziende della Sardegna non possiamo che scendere in piazza», spiega Gianmario Cabitza, segretario provinciale della Cgil di Oristano. Cabitza ieri era in corteo con i colleghi nuoresi, ed è l'unico a metterci la faccia e il nome «Abbanoa ha quasi 1400 dipendenti, duemila con l'indotto, che sono costretti ad operare in continua difficoltà. Chiediamo che la Regione e la politica sarda si facciano carico di questa situazione e attuino scelte incisive».
Ieri una delegazione ha già ottenuto qualcosa: sabato Alessandro Bianchi, sindaco di Nuoro che da pochi giorni è stato nominato commissario straordinario dell'Autorità d'Ambito, l'organismo tecnico-politico, incontrerà i responsabili delle segreterie regionali dei sindacati. Sul tavolo una situazione che i lavoratori definiscono «incandescente» per un'azienda che nei primi due anni ha assunto centinaia di dipendenti ma nel frattempo ha continuato a veder crescere la propria esposizione bancaria.
Fabio Ledda

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