Solo due certezze nelle primarie del centrosinistra. Primo, la data: il 29 settembre i sostenitori sceglieranno col voto il portabandiera della coalizione per la Regione. Secondo: ogni candidato dovrà correre forte almeno di cinquemila firme a suo sostegno, distribuite in maniera omogenea su scala regionale (minimo 500 per ogni territorio). Il resto è in alto mare ed è roba di non poco conto.
VERTICE Ieri il conclave in via Emilia a Cagliari si è chiuso con una fumata grigia. Definiti i giorni-chiave, le altre modalità restano allo stato di rebus. La più importante: consultazione con un turno unico o col ballottaggio? A quanto pare il Pd non ha ancora chiare le idee e per questo motivo il segretario Silvio Lai ha chiesto e ottenuto dai partner un rinvio della scelta. Se ne parlerà venerdì prossimo. Una settimana di tempo sufficiente (si spera) per superare l'altro scoglio più ostico: il codice etico come viene definito, vale a dire il semaforo rosso ai candidati che hanno avuto (o hanno) guai giudiziari a vario titolo. Una regola che - stando alla rosa dei papabili - farebbe due vittime illustri: Renato Soru e Gianfranco Ganau (sindaco di Sassari).
PARTNER Ieri mattina attorno al tavolo si sono ritrovati Pd, Sel, Idv, Upc, Rossomori, Centro democratico, Prc e Pdci (con ingresso in extremis dei Verdi). Su un punto si è subito trovato l'accordo: la campagna elettorale partirà ufficialmente il 1 agosto, mentre il 31 luglio gli aspiranti leader dovranno far pervenire la propria candidatura supportata da almeno 5000 firme. Con una clausola anti-campanile: ciascuno candidato deve beneficiare di un seguito di almeno 500 suffragi per territorio, altrimenti non può considerarsi espressione di una volontà diffusa a livello regionale.
APPELLO Messo a punto anche il canovaccio del programma di governo che il centrosinistra presenterà ai sardi. A grandi linee, oltre alla critica alla Giunta Cappellacci e alla proposta alternativa per «dare speranza ai sardi», vengono ricordati i punti principali del patto tra alleati: conoscenza e cultura, identità e sovranità , coesione sociale e rilancio dei settori produttivi, ambiente e questione energetica. Si punterà inoltre sulla meritocrazia e giovani. Il centrosinistra guarda anche oltre il suo recinto: a movimenti e liste civiche con un'apertura al popolo indipendentista e sovranista.
Antonio Martis
