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L'unione sarda. Acido per uccidere i mici

Ricoverata la donna che li accudiva in un palazzo di via Cornalias: li ha presi tra le braccia per consolarli e si è ustionata gravemente

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CAGLIARI Quando ha visto i suoi gattini contorcersi tra atroci sofferenze li ha presi tra le braccia nel tentativo di consolarli. Un gesto d'amore e pietà che Marinella Dessì, 59 anni, casalinga cagliaritana, ha pagato caro: qualcuno aveva appena gettato dell'acido addosso ai mici e la sostanza corrosiva di cui era impregnato il loro pelo le ha bruciato istantaneamente la pelle, provocandole ustioni anche di terzo grado sulle mani, sulle braccia e sull'addome. Ora la donna è ricoverato sotto choc nel reparto di chirurgia dell'ospedale Marino di Cagliari. Due dei suoi gattini sono morti e per lei è stato un lutto, tanto che non ha voluto parlare con nessuno.
LA VICENDA Il barbaro gesto di gratuita violenza contro degli animali indifesi è accaduto a Cagliari poco dopo la mezzanotte di giovedì, in un palazzo popolare al civico 70 di via Cornalias, nel rione di San Michele. Marinella, sposata, due figli ormai grandi e un amore sconfinato per i gatti, stava dormendo quando ha sentito degli inquietanti lamenti. Non erano dei miagolii normali. Somigliavano più alle strilla di un bimbo. Lei ha intuito che qualcosa non andava. Così si è infilata una vestaglia ed è uscita dal suo appartamento al piano terra, ha fatto di corsa le due rampe che la separavano dal sottoscala delle cantine e si è trovata davanti uno spettacolo agghiacciante. I quattro mici di poche settimane che teneva lì, in una cassetta con lenzuola e copertine, erano inzuppati e stremati dal dolore. Poco prima qualcuno li aveva cosparsi di una sostanza corrosiva, forse acido muriatico, condannandone due a una morte orribile. Lei, “la signora dei gatti”, li ha presi tra le sue braccia, portandoseli al seno come fa una mamma coi figli. Subito dopo ha sentito la pelle bruciare e ha urlato disperata: «Cosa vi hanno fatto?».
I SOCCORSI Il marito e i vicini l'hanno soccorsa, poi hanno chiamato un'ambulanza del 118 e i carabinieri al comando del capitano Paolo Floris. Nel frattempo due dei quattro mici erano già morti, quasi scarnificati dall'acido. Uno spettacolo raccapricciante, un atto gratuito di crudeltà e sadismo che - stando ai primi accertamenti - sarebbe stato compiuto da qualcuno che abita nel palazzo o in quello vicino a cui, evidentemente, la presenza dei mici dava fastidio. I due gattini superstiti sono stati presi in consegna dai vicini, mentre Marinella è stata accompagnata prima all'ospedale San Giovanni di Dio e poi al Marino, dove è stata ricoverata nel reparto di chirurgia d'urgenza. I medici stanno ancora tentando di capire che tipo di acido sia stato usato prima di sciogliere la prognosi. Lei, ancora sotto choc, si è trincerata dietro un mutismo assoluto: «Non voglio parlare con nessuno», ha fatto dire agli infermieri.
LE INDAGINI Poche parole anche ai carabinieri: «È stato qualche delinquente che non sopporta che io mi occupi dei gatti - ha detto loro -, ma gli animali sono loro non i gatti». I militari della stazione di Sant'Avendrace hanno sentito parecchi testimoni, non trovando però molta collaborazione. Si indaga per il reato di uccisione di animali. Il responsabile rischia una pena dai quattro mesi ai due anni di reclusione. Sempre che venga individuato.
Massimo Ledda

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