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L'unione sarda. Nasce il coordinamento dei movimenti di base

OTTANA. Delegazioni da tutta l'isola in assemblea

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OTTANA Cassa integrati, licenziati, disoccupati, precari. Al grido di «Mai più in ordine sparso» e «Non piangiamoci addosso», gli Stati generali dei lavoratori sardi ieri sera si danno appuntamento a Ottana per siglare la nascita di un coordinamento regionale. Fianco a fianco le delegazioni della Vinyls, del petrolchimico di Porto Torres, della E-on, del Sulcis agonizzante, dell'Auchan, del Banco di Sardegna, dell'Alcoa. E poi il Movimento dei pastori sardi, i ferrovieri, le maestranze e i tecnici di Ottana energia e della ex Rockwooll, i tempi determinati della scuola, commercianti e artigiani liberi.
LA SALA C'è aria di rivoluzione nella sala del centro di aggregazione, per qualche ora palcoscenico delle vertenze più significative che agitano l'Isola. Alla sbarra le istituzioni «che ci hanno abbandonato», reclamano a più voci gli agguerriti adepti della realtà nascente. Sul banco degli imputati la politica tradizionale e numerose sono le critiche anche nei confronti delle organizzazioni sindacali ree di «aver bloccato la lotta, di aver temporeggiato gettando solo fumo negli occhi dimostrando di non volere arrivare a capo di nulla», rivendicano rafforzati dal tempo trascorso invano.
DECISI Tanta la stanchezza negli sguardi stremati da anni di battaglie contro i mulini a vento. Quanto ferrea, però, la volontà di prendere in mano il proprio destino. «Queste sono in un certo senso le prove tecniche della futura unione di tutte le contestazioni che fino a oggi sono state portate avanti in Sardegna in modo scollato», spiega Riccardo Sanna uno dei rappresentanti del movimenti di base, «ora è arrivato il momento di continuare all'unisono, con un unico obiettivo, quello di scuotere prima di tutto le nostre coscienze e l'orgoglio di un popolo vessato da ogni dove. Basta delegare, non possiamo più affidare le nostre sorti ad altri, soprattutto coloro che hanno dimostrato di non avere un vero programma di uscita dalla crisi».
SDEGNO Toni fermi, affila le armi questo esercito di graduati a vario titolo: il carburante sono sdegno e disincanto per chi un mestiere non l'ha mai avuto, chi lo ha perso, chi teme di restare senza. Diversi i giovani. Uniche forze politiche presenti, gli attivisti di A manca pro s'indipendentzia e Bustianu Cumpostu di Sardigna natzione.
Francesca Gungui

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