ROMA Un anno di tempo in più per mettere ordine nelle spese dei gruppi consiliari regionali. Le nuove norme decise dopo gli scandali in diverse regioni e che prevedono una rendicontazione più puntuale e controlli serrati da parte della Corte dei Conti varranno «dall'esercizio 2013». Rinviate con lo stesso criterio anche le sanzioni. Il chiarimento è arrivato con una delibera della stessa Corte dei Conti (Sezione delle Autonomie) firmata dal presidente Luigi Giampaolino.
Le sezioni regionali della Corte si erano già messe in moto da mesi per i controlli. Non vengono proprio cancellati ma avranno soltanto «efficacia ricognitiva». A parte, dunque, i casi di illeciti penali, su tutto il resto si chiude un occhio e per eventuali multe se ne parlerà nel 2014.
Tirano un sospiro di sollievo, comunque, un po' tutte le Regioni, compresa la Sardegna. Da Cagliari è partita la prima inchiesta su queste spese (il processo che ne è scaturito è attualmente in corso in Tribunale) e un'altra indagine, che coinvolge numerosi gruppi, è in fase avanzata e promette nuovi sviluppi.
Un mese fa il presidente della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, Eros Brega, in vista di un incontro sollecitato al presidente della Corte dei Conti, aveva infatti chiesto di «chiarire le modalità applicative relative agli esiti dei controlli in corso da parte delle sezioni regionali della Corte».
La delibera della Sezione Autonomie della Corte sottolinea che per una «corretta attuazione» delle nuove disposizioni sui controlli delle spese dei gruppi consiliari regionali, bisogna attualmente tenere conto della «oggettiva disomogeneità delle norme regionali». Per questo le nuove norme del 2012, e le annesse sanzioni, «si applicano dall'esercizio 2013». Anche perché, argomenta la delibera firmata dal presidente della Corte dei Conti Giampaolino, «le fattispecie oggetto di verifica sono state completate soltanto nell'esercizio 2013, sicché le nuove regole non possono essere applicate a spese effettuate secondo moduli vigenti nell'esercizio precedente».
