Per i sindaci è una congiura contro l'operato di molti amministratori capaci. Per l'Anci rischia di provocare un terremoto anche in Sardegna, con dimissioni a raffica nei Comuni se venissero appurate incompatibilità per ora solo presunte. L'ultimo atto del governo Monti, il decreto legislativo 39 dell'8 aprile 2013, non passerà alla storia come una norma chiara. L'obiettivo che si pone è l'attuazione di nuove regole in materia di anticorruzione. Di fatto, dispone una sfilza di incompatibilità tra cariche e ruoli. E - a sentire gli esperti - non è interpretabile con facilità .
LA NORMA All'articolo 12, infatti, prevede che gli incarichi dirigenziali - interni ed esterni - nelle pubbliche amministrazioni, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico di livello regionale siano incompatibili con la carica di componente della Giunta o del Consiglio regionale, provinciale e, inoltre, di un Comune con oltre con popolazione superiore ai 15 mila abitanti o di una forma associativa tra Comuni avente la stessa popolazione nella stessa regione; con la carica di presidente e amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico da parte della Regione.
TERREMOTO In base a questa norma a Cagliari si è dovuto dimettere da assessore al Patrimonio Gabor Pinna (Pd), dirigente della Sfirs. Per lo stesso motivo a Olbia ha lasciato l'assessorato al Bilancio Marino Achenza (Pd), primario ospedaliero. E a Sassari il direttore generale del Comune David Harris ha dovuto dimettersi dalla municipalizzata Atp, l'azienda di trasporto urbano. «Un paradosso», dice il sindaco Gianfranco Ganau (Pd), «visto che Harris era stato nominato all'Atp in base a un'altra legge che prevede la presenza nel cda di tre dirigenti o funzionari comunali». Sono in corso di verifica alcune situazioni a Nuoro, tra cui quella del sindaco Pd Alessandro Bianchi (dirigente medico), del presidente del Consiglio comunale Giovanni Salis (direttore della formazione della Asl), dell'assessore ai Lavori pubblici Angelo Serusi (dirigente della programmazione della Asl) e di Paolo Manca, consigliere dell'opposizione di centrodestra (primario di Odontostomatologia al San Francesco). «È vero che sono dirigente ma la legge prevede funzioni di gestione e coordinamento che non ho», dice Bianchi. «L'incompatibilità non dovrebbe riguardarmi. In caso contrario c'è l'aspettativa».
IL CASO OLBIA A Olbia, dopo le dimissioni da assessore al Bilancio di Marino Achenza, il sindaco Gianni Giovannelli, attacca: «È assurdo che una legge intervenga a legislatura avviata, cambiando le regole in corsa». In caso di interpretazione restrittiva della norma sarebbero in forse - in Consiglio comunale - il dirigente scolastico Gian Luca Corda, i medici Liliana Pascucci, Natale Tedde, Rina Pileri, Stefano Giua, Massimo Putzu e il presidente del Cipnes Settimo Nizzi. Sì, proprio il coordinatore del Pdl sardo: «Ma al Consorzio industriale sono presidente, non dirigente», dice Nizzi.
L'ANCI Verifiche e pareri spettano - come fa sapere il direttore dell'associazione dei Comuni Umberto Oppus - alla Civit, commissione indipendente per la valutazione di trasparenza. «Ci arrivano richieste ogni giorno, manca l'uniformità interpretativa», dice Oppus. «Il Consiglio regionale intervenga con una norma propria, in nome dell'autonomia, per rimediare a questo scempio». A proposito: la presidente Claudia Lombardo informa che, da una prima verifica, nella massima assise sarda non esisterebbero incompatibilità .
Lorenzo Piras
