Partecipa a labarbagia.net

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

L'unione sarda. Il ministro battezza il carcere

Anna Maria Cancellieri taglia il nastro della struttura che sostituisce San Sebastiano

Condividi su:

BANCALI «Oggi è una giornata importante per Sassari che, finalmente, ha un carcere adeguato al suo nome e si libera di una struttura fatiscente e davvero malridotta». Un po' di enfasi non guasta mai, anche se è difficile pensare a folle festanti all'annuncio dell'apertura del penitenziario di Bancali. Ma il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri non poteva fare diversamente. D'altronde, la sua di ieri mattina era una visita istituzionale, un taglio del nastro per il carcere.
LA LAPIDE La Cancellieri è arrivata puntualissima, intorno alle undici, preceduta e seguita da un discreto codazzo di auto di servizio. Ha passato in rassegna un drappello di agenti di polizia penitenziaria e poi, davanti al cancello, i saluti alle autorità. Quindi ha scoperto la lapide dedicata alla memoria dell'agente di custodia Giovanni Bacchiddu, ucciso insieme ad altri cinque colleghi nel 1945 durante un tentativo di evasione dal carcere di Alghero.
MEGLIO UNA SCUOLA In precedenza, Giovanni Tamburino, capo del Dap, e Gianfranco De Gesu, provveditore regionale, avevano introdotto la mattinata di lavori convenendo sul fatto che San Sebastiano dovesse essere abbandonato da tempo. «Certo - aveva precisato Tamburino - avremmo preferito essere qui per inaugurare una scuola o un ospedale, sarebbe stato meglio. Per noi, però, ogni detenuto è un uomo che deve vivere con dignità, anche se sta espiando una pena. A noi spetta indicare la via giusta per una riabilitazione. Nel vecchio carcere questo non era possibile, esistevano delle condizioni inaccettabili».
VIA ALLA VISITA Nel nuovo edificio, che ha spalancato i cancelli a tutti, compresi i rappresentanti del Gremio della Mercede in divisa ufficiale, l'ingresso è stato vietato solo ai giornalisti, costretti a rimanere sotto il sole cocente mentre gli altri se ne stavano, sia pure temporaneamente, al fresco. Alla fine, vedere una batteria di monitor appesi alle pareti dove compaiono i diversi settori dell'istituto di pena e le celle, non avrebbe aggiunto nulla a quanto già si sapeva.
DETENUTI CONTADINI All'uscita la ministra si è soffermata a parlare del nuovo metodo di rieducazione di cui Sassari dovrebbe essere un modello. «La Sardegna è un'isola con interessanti caratteristiche che offre l'opportunità di lavorare la terra, qui ci sono molte aziende agricole e l'idea di stare all'aria aperta facendo qualcosa di utile insieme all'espiazione della pena credo possa funzionare bene».
41 BIS «Non voglio entrare nelle polemiche, oggi sento la voce contraria di chi prima era favorevole. Vorrei dire semplicemente che di queste cose si occupa il Parlamento». Ogni riferimento a Mauro Pili è da ritenersi casuale: «Posso solo aggiungere che il territorio sardo, avulso dalla criminalità organizzata, non sarà compromesso, anzi, faremo di tutto per salvaguardarlo, di questo potete stare certi».
L'ASINARA Qualcuno ha paventato l'ipotesi di riaprire il carcere dell'Asinara, ebbene: non c'è nessun progetto. Se ci sarà chiesto se ne discuterà ma per quanto riguarda il Ministero non è un argomento né, men che meno, un'ipotesi». Sulla questione più urgente, cioè la carenza di personale nel nuovo carcere, la Cancellieri ha confermato il discorso, già avviato, per la riorganizzazione del lavoro: «L'edificio è dotato di una modernissima tecnologia, e stiamo valutando gli aspetti sindacali per quello che sarà necessario, abbiamo una grande attenzione per il comparto che fa parte a tutti gli effetti del comparto sicurezza».
VIA ASPRONI Dopo la tappa a Bancali, la ministra ha tagliato il nastro della nuova sede dell'Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) in via Asproni a Sassari. Un immobile ristrutturato mentre si stava già predisponendo il trasferimento da San Sebastiano. Nei locali della vecchia casa circondariale, dai ieri opera il personale che si occupa dei detenuti che stanno scontando la pena fuori dal carcere. Una sorta di contrappasso per chi vedeva nel vecchio istituto solo il lato negativo.
Nel pomeriggio, intorno alle 16, il piccolo pellegrinaggio di Anna Maria Cancellieri si è concluso al centro di documentazione di Tramariglio, ad Alghero, dove una decina di detenuti ha digitalizzato e archiviato i documenti storici. Un lavoro importante che è stato molto apprezzato.
Vito Fiori

Condividi su:

Seguici su Facebook