La Regione taglia l'Irap ma l'Agenzia delle entrate nicchia. O meglio, non dà risposte alle imprese, che attraverso le associazioni e l'Ordine dei commercialisti chiedono chiarimenti su come quantificare l'acconto in base alle nuove disposizioni regionali. La risposta della direzione regionale dell'Agenzia delle entrate è una lettera in cui si spiega quali sono le possibilità di quantificazione dell'acconto, senza però dare indicazioni sulla scelta da fare. E così l'incertezza rimane, anche se molti consulenti aziendali e le imprese hanno scelto: la legge regionale c'è ed è retroattiva (dal 1° gennaio) per cui l'aliquota è stata ridotta del 70%. Perché dunque dare più soldi di quanto dovuto allo Stato?
LA VICENDA Il Consiglio regionale, con l'approvazione dell'ultima finanziaria, ha deciso di abbattere l'aliquota Irap del 70%: il calcolo dell'imposta, dunque, deve essere fatto non più sulla base del 3,90% ma dell'1,17% della produzione netta dell'azienda. Sulla base di questa nuova norma, le aziende che devono versare l'acconto stanno predisponendo i documenti per l'Irap, calcolato appunto con la nuova aliquota. Proprio mentre le associazioni imprenditoriali e gli studi dei commercialisti hanno iniziato a compilare i bollettini di pagamento, ci si è resi conto che il software utilizzato per l'Irap non ammette la nuova aliquota. Da qui la decisione, da parte di Confartigianato, Confcommercio e anche dell'Ordine dei commercialisti, di inviare vari quesiti all'Agenzia delle entrate.
IL QUESITO La domanda, l'ultima in termini cronologici, posta dai commercialisti è la seguente: poiché per utilizzare la nuova aliquota bisogna «forzare il software», non è che poi i contribuenti rischiano di avere sorprese in futuro? La risposta dell'Agenzia delle entrate è quanto meno pilatesca: «L'acconto Irap potrà essere determinato avvalendosi dei seguenti due metodi alternativi: metodo storico o metodo previsionale». In altri termini, con il primo si paga sulla base di quanto versato negli anni passati, con la vecchia aliquota del 3,90%, con quello previsionale si fa invece un calcolo sulla base della nuova percentuale dell'1,17%. In questo caso, però, precisa l'Agenzia delle entrate, «il metodo previsionale comporta, in caso di versamento insufficiente, l'applicazione del regime sanzionatorio».
«Perché dovrebbe essere insufficiente», affermano alcuni commercialisti cagliaritani che hanno sollevato il problema, «se l'aliquota stabilità dalla Regione è quella dell'1,17%? Non c'è da sbagliare e certamente non possiamo costringere i nostri clienti a versare alla Regione, visto che l'Irap è un tributo regionale, più del dovuto soltanto perché manca un codice tributo nel software utilizzato per il versamento. È assurdo». Dunque, l'acconto va calcolato sulla base delle indicazioni della legge regionale. Non un euro in più. Se in futuro ci sarà da aggiungere, si vedrà .
Giuseppe Deiana
