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L'unione sarda. Tagli anti-sprechi, primi in Italia

LE CIFRE. Un milione e 200 mila euro le spese per il funzionamento dei 9 gruppi

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Er Batman (alias l'onorevole laziale mangiasoldi Fiorito) non è di casa in via Roma. Lo dicono tutti nella sede del Consiglio regionale dove da un anno e passa opera una terapia d'urto anti-sprechi: dalle casse esce un milione e 200 mila euro per far funzionare i gruppi con un risparmio di quasi 100 mila euro rispetto al passato. «Siamo stati i primi in Italia», spiega la presidente Claudia Lombardo, «a varare misure di contenimento e adottare regolamenti più stringenti nell'uso delle dotazioni concessi ai gruppi consiliari».
Merito (bisogna dirlo subito) dell'ondata referendaria anti-casta che ha ridotto del 30 per cento le indennità dei consiglieri. Ma il colpo d'ala è arrivato sull'onda dello scalpore sollevato dalle inchieste giudiziarie centrate sulle spese pazze (presunte) di onorevoli della precedente legislatura.
Anche al proprio interno i gruppi hanno messo in piedi sistemi di controllo fai-da-te. «Tanto per capire», spiega Giampaolo Diana, capogruppo Pd, «abbiamo affidato a un commercialista esterno e a un revisore dei conti la gestione del bilancio. Dai fondi assegnati non c'è un euro nella disponibilità dei singoli consiglieri». Idem per il Pdl dove il capogruppo Pietro Pittalis ha scelto di non avere in mano la gestione della cassa: «Tutto affidato a consulenti esterni che hanno poteri di controllo e di verifica».
I gruppi intascano molto di meno rispetto agli anni scorsi. Una dieta imposta dal taglio del 30 per cento delle indennità degli onorevoli che ha poi avuto una ricaduta sui gruppi. Il Consiglio regionale ne conta nove. Per il funzionamento, ciascuno riceve una quota fissa di 6300 euro mensili e un'altra di 2000 euro per consigliere (cifra stabilita in percentuale rispetto alle indennità). Il Pd con 21 consiglieri incamera 48 mila e 300 euro, il Pd (17) 40399, l'Udc (9) 24300, il gruppo Misto (7) 20300, i Riformatori (6) 18300, i rispettivi 5 consiglieri di Sel, Sardegna-domani e Fratelli d'Italia danno diritto a un appannaggio di 16300 euro. Soldi che servono per sostenere costi fissi (il telefono per esempio) e l'attività (convegni, conferenze, manifestazioni).
Inoltre il Consiglio regionale assegna un contributo per pagare gli stipendi ai dipendenti. Fissato anche un tetto complessivo: 26 è il numero massimo del personale dei gruppi e ciascun dipendente deve essere «comandato», vale a dire dato in prestito da un'altra amministrazione pubblica. Anche gli stipendi sono contingentati: massimo 41 mila euro all'anno e se la cifra è superiore (nel caso di dipendenti di vecchia data), l'onere è totalmente a carico del gruppo. Il regolamento del Consiglio impone che alla fine dell'anno ciascun gruppo presenti un rendiconto delle spese. Nel dossier finale non sono previste però pezze giustificative.
Antonio Martis

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