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L'unione sarda. Le vittime dei “tassi agevolati”

PROTESTA. Disperazione e rabbia a Cagliari per la beffa della legge 44

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Un cumulo di sabbia davanti all'ingresso, due mega striscioni ai lati della scalinata. Sulla sinistra: “Il Banco va indagato, il processo non va archiviato”. A destra: “Politici, banchieri giudici, uniti nella truffa della legge 44/88”. Davanti ai portici del Palazzo di Giustizia di Cagliari va in scena il sit-in organizzato dal Presidio piazzale Trento, in collaborazione con il Movimento artigiani e commercianti liberi di Sestu e con l'associazione Viva la vita Sardegna. Tre ore di protesta, poi la replica sotto la sede del Banco di Sardegna, in via Torino.
I manifestanti in piazza Repubblica sono un centinaio, armati di megafono e cartelli al veleno. Attaccano gli istituti di credito e se la prendono con gli effetti della legge del 1988, che concedeva finanziamenti a tasso agevolato. Gli interventi si succedono rapidi: «Ho tutto all'asta, anche la casa costruita con tanti sacrifici», racconta Maria Luisa Rubiu, 59 anni, di Musei. «Dopo aver pagato più di 300 mila euro alle banche e aver venduto metà azienda chiedo giustizia», aggiunge Giulio Simbula, sessant'anni, di Uta. Nel frattempo all'interno del Palazzo è in corso l'udienza che vede coinvolti due agricoltori di Tratalias impegnati in una battaglia giudiziaria contro il Banco di Sardegna dopo aver ottenuto il mutuo con la legge dell'88.
Le storie di disperazione sono urlate con rabbia. «Lavoravo come agricoltore», spiega Vincenzo Piras, di Decimoputzu. «Nell'85 ho ottenuto un mutuo da 89 milioni di lire per fare le serre in vetro». Poi sono iniziate le prime difficoltà. «Ho chiesto un prestito di conduzione. Da aprile la casa e le serre sono all'asta». Cinquemila aziende sarde sono in ginocchio, nel mirino la legge per la costituzione del “Fondo regionale di garanzie e provvidenze per l'agricoltura”, approvata dal Consiglio nell'88. Un aiuto importante per gli agricoltori in difficoltà, che consente la contrazione di mutui a tasso agevolato. Nel 1997 l'Europa dichiara illegali gli aiuti. La regione revoca i finanziamenti, le aziende si trovano costrette a restituire tutto con gli interessi. Partono aste e pignoramenti. Seguono le denunce di chi ha ottenuto il mutuo.
«Le denunce fatte dalle vittime della legge 44 non possono essere archiviate», grida Alberto Marinoni, attivista del Presidio. Giuseppe Carboni, del Movimento artigiani e commercianti liberi di Sestu, rincara la dose: «La giustizia è a favore delle banche».
Sara Marci

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