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L'unione sarda. Task force contro le finte griffe

Guerra in difesa dei consumatori, ambulanti nel mirino

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Sono spuntate una dopo l'altra, procedendo con lentezza ma osservando con attenzione tutto ciò che scorreva loro intorno. Le ventisei pattuglie di guardia di finanza, polizia, carabinieri e vigili urbani hanno preso posizione nei punti indicati, controllato la situazione e poi dato il via a un intervento organizzato giorni prima: decine di uomini delle forze dell'ordine alle 11 di ieri sono entrate in azione a Cagliari e in mezza provincia seguite alcune ore dopo (tra le 17 e le 19) da altri colleghi intervenuti in altri luoghi ritenuti “sensibili”. Hanno fermato ogni venditore ambulante all'opera in quel momento, verificato la quantità e la qualità della merce in vendita e proceduto al sequestro dei prodotti ritenuti falsi o pericolosi. Poi, stilata una lista completa, tutti gli oggetti sono stati trasferiti e stoccati in un capannone in via Liguria, a Cagliari. Quelli che risulteranno realmente taroccati saranno mandati al macero.
IL PROGETTO È l'esito del primo intervento di un'operazione cui è stato assegnato un nome breve e semplice (“Pas de faux” in francese, cioè “nessun falso”) ma che nasconde un obiettivo molto più complesso, come da programma: il “Protocollo per il contrasto alla commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi e per la tutela della libera concorrenza”, voluto insistentemente dalla Camera di commercio di Cagliari i cui iscritti si sono stancati di avere a che fare con una spietata concorrenza fatta di prodotti dal marchio falsificato e di merce spesso, se non sempre, di bassa qualità. Così due anni fa, nell'ottobre del 2011, i vertici dell'istituto si sono rivolti al prefetto chiedendo un deciso intervento che risolvesse il problema. Da lì è nata la squadra di intervento formata da guardia di finanza (il gruppo del capoluogo e diverse tenenze della provincia), polizia, carabinieri (compresi i Nas), vigili urbani e Comuni di Cagliari, Monserrato, Selargius e Quartucciu con l'obiettivo di «tutelare la genuinità dei prodotti acquistati dai consumatori e contrastare il fenomeno dell'abusivismo e della contraffazione di abbigliamento e accessori».
I FONDI La Camera di commercio ha deciso di stanziare 50 mila euro per due anni di lavoro, fino all'ottobre del 2014, pur di eliminare alla radice il problema, evidente a tutti: appena due giorni fa al Porto canale di Cagliari sono arrivati 90 mila tra indumenti, borse, cinture e portafogli griffati Louis Vuitton e Hermès. Merce dall'elevato valore, 330 mila euro, con una sola controindicazione: era falsa. Finanza e Dogana hanno sequestrato tutto. A giugno invece i carabinieri del Nas sono intervenuti in un capannone di viale Elmas nel capoluogo portando via oltre 30 mila giocattoli, videogame e dispositivi elettrici senza marchio Ce, dunque taroccati e pericolosi per i consumatori. Una settimana prima in un altro deposito sulla ex Carlo Felice stessa sorte avevano subito scatoloni di lampadine, bigodini, cerchietti, schede per consolle elettroniche e altro materiale. Anche in questo caso erano riproduzioni. E, tornando indietro nei mesi e negli anni, si potrebbe andare avanti a lungo con l'elenco dei sequestri di giochi, capi d'abbigliamento e migliaia di prodotti di cartoleria e cancelleria quali penne, gomme, matite, album, block notes.
I SEQUESTRI I tempi per realizzare il programma però si sono allungati più del previsto, perché ancora a fine 2011 l'istituto ha dovuto sollecitare la prefettura e solo nell'ottobre 2012 è arrivata la firma dell'intesa con i Comuni interessati. Quindi sono dovuti trascorrere altri nove mesi prima dell'intervento che, in caso di esito positivo, «sarà replicato» spiegavano gli investigatori prima del blitz. Ieri di primo mattino le forze dell'ordine, sotto il coordinamento del nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza, hanno effettuato un'azione di controllo preventivo per comprendere i tempi e i modi con cui i venditori ambulanti abusivi svolgevano l'attività di vendita, poi sono entrati in azione a Cagliari (nei parcheggi dell'ospedale Brotzu, nelle vie del centro storico, in via del Fangario, nel lungomare Poetto, davanti allo stabilimento Il Lido, in piazza Yenne, in via Roma e nel largo Carlo Felice), Quartu (nel lungomare), Sant'Anna Arresi (a Porto Pino), Sant'Antioco , Buggerru , Fluminimaggiore , Castiadas , Costa Rei , nel mercatino rionale di Samassi e Serrenti , nel litorale di Pula , al mercato di via Dell'Argine a Monserrato , nel parcheggio del centro commerciale Le Vele a Quartucciu e nel parcheggio del Brotzu in territorio di Selargius . Oggi saranno resi noti i numeri dell'operazione.
Andrea Manunza

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