NUORO La Procura della Repubblica di Nuoro ha aperto un'inchiesta sulla morte di una donna di Nuoro, uccisa a maggio - il ministero della Salute certifica, la Asl sostiene di no - dalla variante umana del morbo della mucca pazza. Ieri gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria del Corpo forestale di Nuoro hanno acquisito in una struttura della Asl la cartella clinica della paziente e i documenti relativi al suo triste caso.
Nell'interesse degli investigatori, stavolta alla sede ex Inam, anche le carte relative alla fornitura degli ausili sanitari alla paziente. Da un lato Ss cerca di capire chi, all'azienda sanitaria nuorese, abbia disposto o permesso che la carrozzina e altri strumenti utilizzati dalla donna finissero nell'impianto di smaltimento gestito da uno sfasciacarrozze nuorese. Tutto è sotto sequestro preventivo, disposto dal pm Andrea Schirra che indaga per illecito smaltimento di rifiuti.
LE CARTE L'indagine nel complesso sostanzialmente tende ad appurare se vi siano responsabilità penali dietro la triste vicenda. Non meraviglia più di tanto l'interesse degli investigatori visto che, a domanda del parlamentare centrista Roberto Capelli («una donna è morta di mucca pazza, come mai non si sa nulla») la Asl dopo tempo rispose che di mucca pazza non si trattava. Salvo poi scoprire, comunicazione ufficiale del ministero, che era proprio quella la patologia fatale alla poveretta.
RISERBO ASSOLUTO Vista la delicatezza del caso, prudenza suggerisce di attendere gli sviluppi dell'indagine prima di formulare qualsiasi ipotesi. La documentazione acquisita dai ranger negli uffici Asl sarà presto al vaglio della magistratura. In un ovvio riserbo. Se venissero ravvisate omissioni, leggerezze o ingiustificati silenzi, per i responsabili si aprirebbe la porta verso un mare di guai. Il lavoro degli inquirenti è agli albori, ma non sono esclusi clamorosi sviluppi.
T. Pl.
