Al via anche quest'anno l'iniziativa “Sa lana nostra”, il progetto promosso dall'omonima associazione e da Coldiretti Sardegna, per valorizzare la lana ottenuta dalla tosatura, attraverso un unico sistema di raccolta e di vendita. Giunto alla sua terza prova, il progetto ha fatto registrare, nel 2011 e nel 2012, numeri in crescita e, soprattutto, ha permesso di aumentare il prezzo, di un prodotto considerato uno scarto di lavorazione, da 40 centesimi a 1,22 euro a quintale. «Stiamo portando avanti non solo una battaglia di reddito», sottolinea il direttore di Coldiretti, Luca Saba, «facciamo scuola di cultura cooperativa: unendoci otteniamo di più».
ADESIONI IN CRESCITA “Sa lana nostra” nasce nel 2011 con l'obiettivo di «dare una scossa a un sistema di reddito», spiega Saba. Allora, gli allevatori che aderirono alla raccolta furono 600 e i quintali di lana 2700. L'anno successivo «i numeri sono praticamente raddoppiati», dice Battista Cualbu, presidente regionale di Coldiretti, «abbiamo raccolto molta lana che adesso è stoccata, in maniera corretta, perché non la vogliamo svendere». È andata meglio, quindi, nel 2012, quando gli allevatori che hanno preso parte all'associazione sono stati 1400 per un totale di 4800 quintali di lana.
IL PREZZO La nascita dell'associazione ha permesso di aumentare anche il margine di trattativa sul prezzo della lana che, sino al 2011, era valutato 40 centesimi al quintale. «Abbiamo venduto il prodotto a 1,22 euro», sottolinea Cualbu, «per ogni allevatore il guadagno è stato tra 1,08 e 1,02 euro, a seconda della spesa per trasportare il prodotto». I numeri non sono da capogiro poiché attraverso una simulazione su tutto il prodotto sardo «abbiamo una forbice di introito che va dai 3 ai 6 milioni di euro», evidenzia Saba, «è un mercato povero ma quello che stiamo facendo rappresenta un segnale importante».
NUOVA FRONTIERA A prescindere dalle cifre che ruotano intorno all'operazione “Sa lana nostra”, i rappresentanti di Coldiretti credono fortemente in questo progetto, nato inizialmente in provincia di Sassari. Adesso l'associazione diventerà cooperativa e nel direttivo «ci saranno allevatori provenienti da tutte le province della Sardegna», afferma Cualbu. Poi, aggiunge: «Questo progetto ha dimostrato che uniti si ottengono risultati migliori. Ci sono tanti progetti che possono nascere poiché la lana è utilizzata come materiale per l'edilizia e nella cosmesi». Sullo stop alla vendita della lana interviene Simone Cualbu, presidente della Coldiretti di Nuoro e Ogliastra: «Non è una sconfitta, chi consegna la lana ha diritto a un prezzo adeguato».
Matteo Sau
