Nel 2009, più o meno quando i primi «signori del vento» calarono sula Sardegna nel tentativo di trasformare le coste cagliaritane - e non solo - in un piccolo impero dell'energia off-shore, la Regione lavorava per approvare il Piano casa. Nella legge che consente ampliamenti e ricostruzioni degli edifici venne inserita anche una norma che, di fatto, renderebbe impossibile la costruzione di parchi eolici in mare. Come? Alessandro Serra, portavoce del presidente della Regione Ugo Cappellacci, spiega che progetti come quelli presentati dalla società Eos (Energia eolica off-shore della Sardegna), che vorrebbe installare 24 turbine al largo di Sarroch, «sono vietati dalla legge regionale 4 del 2009». Per Viale Trento, questi impianti sono «in contrasto con la normativa paesaggistica». E più precisamente con alcuni articoli del Piano casa.
LA NORMA L'articolo 13, primo comma, alla lettera G recita: «Nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia è vietata la realizzazione di linee elettriche diverse da quelle strettamente necessarie e funzionali agli insediamenti urbanistico-edilizi». Questa disposizione complica la vita a chi vuole sfruttare l'energia prodotta dal vento in mezzo al mare. Perché, anche se si riuscisse a ottenere una concessione per costruire le torri su cui installare i rotori, questi non potrebbero essere collegati con la terraferma. E l'elettricità dunque non potrebbe essere accumulata. Ma la Regione ricorda anche che ci sono altri passaggi della legge che mettono i bastoni tra le ruote ai signori del vento. Alle lettere H e I, il Piano casa stabilisce che «il mare territoriale, per la sua stretta interrelazione con le aree», è considerato «di primario interesse paesaggistico ed è fatto oggetto di tutela».
L'AFFONDO Serra poi difende l'ecosistema marino che circonda l'Isola: «La Regione considera meritevoli di tutela, e ne fa oggetto di integrale conservazione, le praterie di posidonia, secondo anche quanto previsto dalla direttiva comunitaria», relativa «alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. È, pertanto, vietato qualunque intervento che possa comprometterne l'integrità ovvero lo stato di equilibrio ottimale dell'habitat naturale».
I PALETTI Così non solo il collegamento con la terraferma è sostanzialmente vietato, ma anche la realizzazione degli stessi parchi eolici off-shore diventa difficile, senza violare le leggi regionali. E allora: se tutto questo è vietato dal 2009, perché la Eos all'inizio del 2013 ha presentato un nuovo progetto - il secondo in tre anni - per installare 24 pale eoliche al largo di Sarroch?
I CONTRARI «Forse perché qualcuno a livello nazionale ha rassicurato questi signorotti», dice il deputato del Pdl Mauro Pili. Oppure perché l'obiettivo finale, più che realizzare un parco eolico, potrebbe essere quello di mettere le mani sui risarcimenti. La Fri-El, tra le prime società a presentare un progetto legato all'energia eolica in Sardegna, ha chiesto un risarcimento milionario alla Regione, rea di aver ostacolato nel 2006 i progetti dell'azienda. Una strada - quella della richiesta danni - sostenuta insieme alla Anev, associazione nazionale energia del vento.
LA SANZIONE C'è poi una maxi ammenda inflitta dal Tar Sicilia alla Regione per aver rallentato il cammino della New Energy Srl di Modica, per la realizzazione di un impianto a biomasse. Precedenti che rischiano di aprire un varco ai signori del vento. Non è un caso che Pili ricordi: «Portare a termine progetti del genere, come quello dei parchi eolici off-shore, significa solo aver intenzione di far cassa. Le ipotesi sono due: o si vogliono avviare procedimenti giudiziari e incassare denari, o si sono aperti altri fronti a livello nazionale, che potrebbero consentire in futuro di realizzare queste opere. Di sicuro, io eliminerei qualunque finanziamento per il settore dell'eolico, che spesso è legato a mafia e camorra».
Il progetto della Eos arriva dopo la bocciatura di un parco eolico simile, proposto dalla stessa società, di fronte al litorale del Poetto. E ancora: altre cinque simili richieste, presentate tra il 2009 e il 2010 (in tutto 290 pale eoliche spalmate su circa 30mila ettari) vennero bloccate dalla Capitaneria. Dagli uffici della Darsena di Cagliari, dove la pratica della Energia eolica off-shore della Sardegna è già stata esaminata, sono state comunicate al Ministero delle Infrastrutture «diverse condizioni ostative». Dando sostanzialmente un parere negativo ai programmi della Eos, legato a questioni di sicurezza della navigazione. I rotori, installati su pali alti circa 100 metri, andrebbero a circa 15 chilometri dalla costa di Sarroch, davanti alla raffineria della Saras.
Michele Ruffi
