Silvio Lai, l'addio di Valentina Sanna le provoca più dispiacere o più rabbia?
«Delusione. Le cose si cambiano dall'interno, ma occorre costanza e credibilità e quando si perdono si diventa estranei. Valentina sa bene quanto si debba lavorare per fare sintesi».
Non crede che una parte dei militanti condivida il disorientamento di Sanna?
«Non vivo sulla luna, so che i militanti sono sgomenti. Paghiamo ancora la fusione a freddo del partito e regole che non consentono la governabilità. Conosco le obiezioni, la rabbia, le vivo sulla mia pelle. Capisco meno gli attacchi alle correnti, da chi all'appartenenza correntizia deve l'incarico che ha ricoperto».
Quindi nelle larghe intese sta stretto anche lei?
«La situazione non piace a nessuno. Ma se vai nei circoli e spieghi che le larghe intese sono il male necessario per superare il Porcellum, gli elettori capiscono che non è un bene lasciare il Paese senza un governo».
Ma addirittura la fiducia ad Alfano...
«Il caso kazako non è chiuso e va chiarito, la vicenda Idem dimostra che noi e il Pdl siamo diversi: nel Pd oggi Alfano sarebbe già a casa. Ma ora Letta di fatto chiede la fiducia su di sé, e noi valutiamo che non si rimettono in discussione dopo tre mesi le condizioni all'origine di questa esperienza obbligata».
Vale la pena di continuare, visti i risultati?
«Forse sono inferiori alle attese, ma in tre mesi il governo guidato da un Pd ha conquistato credibilità nel mondo, rafforzato la posizione progressista della necessità di andare oltre l'austerità, messo in moto 40 miliardi di pagamenti alle aziende, introdotto sostegni al lavoro dei giovani, bloccato l'aumento Iva. Poi al più presto, con istituzioni in grado di garantire la governabilità, si va al voto, in competizione col centrodestra».
In Sardegna non c'è molta chiarezza sulle primarie.
«Vedo molta strumentalità in chi dice questo. Le regole sono le stesse delle ultime volte, l'unica discussione in più è quella sul secondo turno. E i ritardi non incidono sulla data del voto».
Che fine ha fatto la conferenza programmatica, dopo oltre 100 incontri?
«Abbiamo restituito ai circoli un documento riassuntivo, “99 idee per la Sardegna”, e i circoli daranno al candidato presidente i loro stimoli».
Valentina Sanna allude anche alla nomina di Antonello Cabras alla Fondazione Banco di Sardegna. La gestione di quel caso non vi farà perdere voti?
«Non c'è stata alcuna gestione. È errato attribuire quella nomina al partito».
Sta di fatto che sono emersi molti malumori.
«Anche qui: malumori strumentali. Legati alle aree di cui si fa parte. Giunti da persone che non hanno protestato per le nomine dovute, quelle sì, alle loro correnti. Sono tutti contro le correnti degli altri». (g. m.)
