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L'unione sarda. Maternità: altre estorsioni?

Dopo il caso della cameriera di Lanusei le indagini vanno avanti per capire se in passato sia accaduto lo stesso con altre dipendenti

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BARISARDO Claudia potrebbe non essere la sola. Prima di lei, forse, altre giovani donne hanno ceduto al ricatto. Per questo gli agenti della Guardia di finanza di Tortolì stanno esaminando i contratti di lavoro di tutte le ragazze che sono passate dal bar Baricentro di Barisardo, dove venerdì sera hanno infilato le manette ai polsi di Salvatore Chiai, ex sindaco del paese e titolare del locale in centro.
L'IPOTESI L'accusa è quella di estorsione, per aver chiesto alla sua dipendente di restituire il venti per cento dell'assegno di maternità. Lo scambio di denaro è avvenuto pochi minuti prima che gli agenti, coordinati dal tenente Emidio Agrello, entrassero in azione. A consegnare le banconote non è stata la cameriera, che solo pochi giorni fa ha dato alla luce il suo bambino, ma il compagno.
LO SCAMBIO L'importo pattuito era di 330 euro, per le mensilità di giugno e maggio. Salvatore Chiai, secondo le accuse, ha accolto senza sospetti il suo ospite, ha afferrato le banconote e le ha messe al sicuro nel cassetto della scrivania.
A trovarle subito dopo sono stati i finanzieri che hanno eseguito una perquisizione dell'ufficio, come disposto dal decreto firmato dal procuratore capo della Repubblica di Lanusei Domenico Fiordalisi.
L'ASSEGNO INPS La vicenda ricostruita dagli investigatori sarebbe iniziata qualche mese fa, quando la giovane donna, assunta ai primi di ottobre nel bar pasticceria del centro costiero, ha comunicato al titolare di aspettare un figlio. La legge tutela la gravidanza e la dipendente, regolarmente assunta e assicurata, ha diritto a ricevere l'assegno di maternità erogato dall'Inps. Ad anticipare lo stipendio, però, doveva essere il datore di lavoro: in questo caso l'Istituto di previdenza avrebbe corrisposto l'ottanta per cento del totale, mentre il restante venti per cento sarebbe rimasto a carico di Chiai. L'ex sindaco del paese, però, avrebbe preteso che la ragazza gli restituisse in contanti, il venti per cento dell'assegno che lui continuava a staccare alla fine del mese. Centosessanta euro e pochi spiccioli.
Dopo aver messo a verbale la denuncia, gli agenti della tenenza di Arbatax hanno inviato un'informativa alla Procura che ha dato via libera all'operazione.
IL BLITZ Venerdì, nel primo pomeriggio, il compagno della giovane donna si è presentato puntuale all'appuntamento al bar. Ha consegnato il denaro: cinque banconote da cinquanta euro e quattro da venti che erano state precedentemente segnate. Poi, è uscito come niente fosse, lasciando campo libero alla Finanza.
Davanti a quella visita a sorpresa, Salvatore Chiai non ha opposto alcuna resistenza. Ha osservato gli agenti controllare ogni angolo del suo ufficio, fino a quando non è stato recuperato il denaro, sequestrato come corpo di reato . Per l'uomo, difeso dall'avvocato Antonio Orrù, si sono aperte le porte del carcere di San Daniele e domani comparirà davanti al giudice del tribunale di Lanusei per l'udienza di convalida dell'arresto.
L'INCHIESTA Le indagini, però, non sono chiuse. Gli uomini delle Fiamme Gialle su indicazione della magistratura ora vogliono capire se Claudia sia stata la prima o se, invece, altre dipendenti prima di lei, abbiano accettato in silenzio quel patto. Per questo, con ogni probabilità, vecchie e nuove dipendenti che sono diventate madri durante un periodo di lavoro dietro al bancone del bar verranno convocate in caserma. Ma non solo. Dalle buste paga e dalle carte sequestrate durante il blitz di venerdì pomeriggio gli agenti stanno cercando di capire se sia possibile ipotizzare una truffa ai danni dell'Inps. Per ora solo un'ipotesi che non ha trovato alcun riscontro.
Mariella Careddu

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