La Corte Costituzionale apre uno scenario di speranza per i conti della Regione. La notizia arriva da un'altra isola, la Sicilia, forte di uno Statuto speciale come la Sardegna. La sentenza sancisce che le sanzioni contro gli amministratori locali che sforano il patto di stabilità non sono applicabili in Sicilia e nelle altre regioni a Statuto speciale. Dunque, anche per la Sardegna sarà possibile fare riferimento a questa sentenza per strutturare le proprie spese. Il presidente Cappellacci parla di «una nuova vittoria della Sardegna nei confronti dello Stato che si somma a tutte le altre che hanno riconosciuto la fondatezza delle nostre rivendicazioni».
VERDETTO Il Patto di stabilità è stato più volte avversato dall'amministrazione regionale poiché eccessivamente restrittivo. La trattativa con lo Stato, per allentare le maglie del tetto limite della spesa, ha caratterizzato gli ultimi mesi dell'attività di Consiglio e Giunta. Adesso le cose potrebbero cambiare: la sentenza prevede che le Regioni a statuto speciale non subiscano sanzioni e accoglie i ricorsi presentati da Sardegna, Sicilia, Trentino e Valle d'Aosta, contro il decreto che prevedeva disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali.
COMMENTO Cappellacci dopo aver incassato la vittoria si sofferma sulla situazione dell'isola e sottolinea «il risultato importante per una Regione che ha necessità urgente di andare oltre i vincoli, poiché il Patto non è ancora stato adeguato al nuovo regime delle entrate». La situazione, allo stato attuale, è caratterizzata da un contrasto tra «le maggiori entrate che lo Stato ci ha riconosciuto», spiega Cappellacci, «e il divieto, totalmente illegittimo, di spendere queste risorse che abbiamo in più». Adesso potrebbe cominciare una nuova fase, iniziata in Senato con un emendamento proposto dai parlamentari sardi, per «la rivisitazione dei vincoli del Patto di stabilità », conclude il Governatore, «e liberare risorse per famiglie e imprese».
ASSESSORE Soddisfazione anche da parte dell'assessore del Bilancio, Alessandra Zedda convinta che «la linea di attacco e difesa utilizzata dalla Regione, per entrate e patto di stabilità , sia corretta: la sentenza sarà la base per tutti i nostri lavori». Al lato pratico il nuovo scenario permetterebbe alla Regione di «non avere nessun tipo di sanzione e utilizzare le risorse per ridare slancio alla spesa». Infine, l'assessore Zedda parla di «un segnale di grande apertura: stiamo lavorando bene e le sentenze fanno valere le nostre ragioni. Questa è la strada giusta».
Matteo Sau
