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L'unione sarda. L'aquila convive con gli elicotteri

NUORO. Prime reazioni al piano di gestione della Zps sull'Ortobene: critico Montesu (Pdl)

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NUORO «Il piano di gestione della Zps sul monte Ortobene è un modello comportamentale in modo che uomo e natura possano coesistere con atteggiamenti responsabili e consapevoli». Luca Lapia, assessore comunale all'Ambiente, tratteggia così la bozza presentata lunedì, atto dovuto per dare seguito alla zona a protezione speciale istituita nel 2007 per la tutela di alcune specie, come l'aquila.
COESISTENZA «I vincoli - spiega Lapia - non sono dettati dal piano di gestione, ma da leggi regionali, dal Puc, dal Ppr, dal Pai. Il piano cerca di ridurre l'impatto di impianti luminoso, acustico, elettromagnetico, l'inquinamento delle falde». Come? «È previsto il catasto per gli allacci alla rete fognaria per monitorare quel tipo di inquinamento. È previsto il catasto dei sentieri con la regolamentazione nell'uso: alcuni sono vocati per il trekking, altri per escursioni a cavallo, altri per il downhill. «In caso di coesistenza di attività, va privilegiato il più debole che è chi va a piedi: perciò bisogna moderare la velocità, rispettare la distanza di sicurezza, la segnaletica».
ELICOTTERI E TRALICCI «La Zps di Molentargius si trova vicino all'aeroporto di Elmas. Gli animali hanno grande adattabilità, ma bisogna adottare alcune regole. Nel Monte si può prevedere un corridoio ecologico di entrata e di uscita degli elicotteri per mitigare i rischi: in parte già succede, il percorso attuale è a nord-ovest», sottolinea Lapia. Raccomanda il buon senso, ispirato al rispetto ambientale. E richiama i criteri ecosostenibili anche nel capitolo scivoloso delle antenne su cui il capogruppo Pdl, Pierluigi Saiu, presenta un'interrogazione. «Il piano recepisce una delibera di Giunta - spiega Lapia - prevede lo sfruttamento delle tecnologie per accorpare il sistema di trasmissione attuale in uno o due tralicci. Serve un dialogo con tutte le società che hanno le antenne sull'Ortobene». Il piano di gestione - sottolinea -, una volta approvato dal consiglio comunale, consentirà agli operatori economici privati di concorrere ai fondi previsti da Ue e Regione.
L'OPPOSIZIONE «Il piano di gestione fotografa la situazione senza proporre nulla», dice il consigliere Pdl Peppe Montesu. «Si sarà detto che se gli uccelli, visti e raccontati al Monte, sono sopravvissuti finora potranno continuare a farlo o più probabilmente gli uccelli sono stati visti da un'altra parte e le minacce non disturbano. Però è bene tenere anche quelle zone entro la Zps; a Nuoro si fa una cosa pensandone altre». Montesu critica i ritardi nell'adozione del piano di gestione.
L'ITER A sei anni dall'istituzione della Zps ora il Comune fa il primo passo. Ad agosto la pubblicazione nei siti di Comune e Regione, poi nel Buras. A quel punto scattano i 60 giorni garantiti per le osservazioni dei cittadini. A settembre primo esame in consiglio comunale che si esprimerà al pari dei cittadini. L'iter si conclude con l'esame delle osservazioni nei 90 giorni successivi negli uffici di Comune e Regione e con la delibera del Consiglio.
NUOVA PERIMETRAZIONE «Nessuna volontà di confronto né di trasparenza», commenta Montesu. E poi: «Sarà interessante vedere come risponderà la Regione alla mancanza di linee di azione del piano per eliminare le cosiddette minacce. Abbiamo perso 5 anni, non abbiamo usufruito della prima tranche di fondi europei. Gli obiettivi individuati sembrano rispondere più alle esigenze di qualcuno che intende risolvere i problemi di sopravvivenza suoi più che quelli degli uccelli». Questi obiettivi - dice Montesu - non affrontano i nodi legati ad attività ricreative, economiche, turistiche, religiose, elisuperficie e sorvolo, rete elettrica, fogne, antenne. «Meglio una riperimetrazione della Zps - conclude - che escluda l'area antropizzata e compensi da un'altra parte la superficie sottratta».
Marilena Orunesu

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