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L'unione sarda. Torna il killer dei castagni

ARITZO. Preoccupazione tra i produttori nel paese della celebre sagra

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ARITZO Un piccolo insetto nero, originario della Cina, minaccia seriamente la raccolta delle castagne in Barbagia, e la stessa esistenza degli alberi millenari. Si tratta del cinipide del castagno o cinipide galligeno (dell'ordine degli imenotteri fitofago), chiamato così perché nidifica nella gemma o nelle foglie del castagno. L'insetto, ormai assai numeroso, è particolarmente nocivo. Crea numerose protuberanze rotondeggianti dette “galle”, nelle quali la propria larva cresce e compie il ciclo di vita. Proprio la larva, assorbe linfa vitale e causa un veloce deperimento delle piante che attacca. Blocca la crescita vegetativa e provoca una riduzione della fruttificazione. L'insetto è diffuso in tutto il mondo. Non si sa di preciso come sia giunto in Barbagia. L'unica certezza è che il raccolto nelle zone interne rischia di diminuire drasticamente.
CAMPANELLI D'ALLARME C'è preoccupazione nei principali centri barbaricini, soprattutto a Desulo, Aritzo, Tonara, dove la raccolta del prezioso frutto fino a pochi anni fa era abbondante, costituiva un pilastro dell'economia locale ed è tuttora un formidabile veicolo di promozione turistica. La sagra delle castagne di Aritzo ha una importanza grandissima da questo punto di vista.
PRODUZIONE IN CALO Adesso la produzione è seriamente minacciata. «Da alcuni anni a questa parte», sottolinea Ottavio Pranteddu, proprietario di castagneti in paese, «l'insetto danneggia vistosamente gli alberi di castagno. La produzione tende a diminuire quantitativamente. Bisognerebbe investire di più sulla pulizia del bosco e valorizzare meglio il prodotto locale. Invece spesso si preferisce importare da fuori. Una volta le castagne - prosegue Ottavio Pranteddu - erano un pilastro portante dell'economia di Aritzo e di Desulo. Tutti avevano un castagneto e tutti ne raccoglievano i frutti. I commercianti barbaricini le vendevano dappertutto in Sardegna. La politica farebbe centro se si decidesse a investire nel settore migliorando ad esempio la viabilità rurale. Molte persone rinunciano ad andare in campagna perché non ci sono strade o sono dissestate. Investire sulla castagna sarda creerebbe anche opportunità lavorative».
LOTTA APERTA Intanto però bisogna fronteggiare l'insetto killer. Da tempo è partita la lotta biologica contro il cinipide con l'introduzione di un parassita antagonista che ha una grande e specifica capacità limitatrice. «Il fenomeno è costantemente monitorato dalle stazioni della Forestale di Tonara e di Aritzo che agiscono in perfetta sintonia con l'agenzia regionale Laore – spiega Bastiano Floris, ranger in servizio a Tonara – ma anche diversi ricercatori dell'Università di Sassari stanno studiando con particolare attenzione un fenomeno che suscita apprensione».
Massimo Melis

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